Powervolley Milano e il Palalido: il futuro è adesso

C’è chi finora ha lodato l’arduo lavoro del presidente Lucio Fusaro ma c’è anche chi, invece, pensa che la società sia troppo inesperta e a volte manchi di programmazione (vedi il caso Giani). Di certo, però, la Powervolley Milano ha di fronte a sé un futuro radioso. Al di là di chi sarà il coach (prende sempre più piede l’ipotesi Piazza, visto il perdurare dell’indecisione sull’asse Perugia-Bernardi), la Revivre Axopower l’anno prossimo avrà finalmente una casa. Quel Palalido tanto desiderato e finalmente arrivato.

Powervolley Milano, il futuro è radioso

Perché giocare a Milano, se ti chiami Revivre Axopower Milano, non è per nulla banale. Anzi, è un qualcosa che viene dato per scontato, salvo poi doverti trasferire fino a Busto Arsizio (distante 40 chilometri circa) per le tue gare interne. Con tutto quello che questo comporta: perdita di tifosi (inevitabile), di tempo (ore in autostrada), di appeal per la città. E proprio su quest’ultimo punto sarà chiamata a lavorare la dirigenza tutta della nuova Powervolley Milano: perché l’approdo all’Allianz Cloud porterà una visibilità ancora maggiore. E questo nonostante non ci sia più Giani in panchina, di certo un catalizzatore di attenzioni notevole.

Ora si deve cambiare marcia

Ora è arrivato il momento di cambiare marcia e diventare una potenza. Sul parquet di gioco, ma soprattutto fuori. L’annuncio della partnership tra Allianz e Powervolley Milano è di certo un primo segnale importante (nessun altro club di Superlega ha un contratto di sponsorship con una multinazionale del genere) ma ora bisognerà continuare a lavorare sul territorio. Alla ricerca di nuove aziende e nuove opportunità, mantenendo saldi i rapporti con il Comune di Milano, che di certo ha dato una grande mano nella riuscita di questa favola chiamata Palalido. O Allianz Cloud, decidete voi. E domani ci sarà la presentazione ufficiale della nuova struttura, che dopo otto anni di ritardi è pronta a far rivivere la grande pallavolo a Milano. Non resta che aspettare.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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