Miguel Angel Falasca, l’ultimo saluto

Mercoledì 26 giugno alle ore 11, presso la Candy Arena di Monza, è andato in scena l’ultimo saluto a Miguel Angel Falasca Fernandez, prima del suo rientro in Spagna. Nell’occasione il presidente del Consorzio Vero Volley, Alessandra Marzari, ha pronunciato un lungo discorso.

L’addio a Miguel Angel Falasca

“Carissimi tutti, siamo qui oggi per salutare Miguel nel suo palazzetto con le persone che gli vogliono bene e che lo porteranno nel cuore. Grazie a Esther che ci ha permesso di averlo qui con noi prima di ritornare nella sua amata Spagna. Una morte così improvvisa ci lascia senza fiato, attoniti, addolorati, con sentimenti di rabbia ma soprattutto con una sensazione di fragilità a cui solo l’amore e la vicinanza possono porre un piccolo rimedio. Facile intendere da tutti i messaggi che ci sono giunti che tipo di persona fosse Miguel Falasca: “lindo” per usare una parola spagnola, leale, equilibrato, capace, con un carattere meraviglioso. Qualità che tutto il mondo sportivo gli riconosce”.

Le parole del presidente

“Personalmente mi piace ricordarlo prima di tutto come marito, padre e anche come amico. Quante volte l’ho osservato con Esther, anche la sera prima del tragico evento, riconoscendo una coppia solida, complice, che si ama. E poi come padre, come genitore alle partite dei suoi figli (“Ale – mi diceva con quel suo sorriso e quel suo accento irresistibilmente simpatico – sono stato bravissimo come genitore, che dici?”) o in quel momento dopo la gara quando Daniel e Sara scendevano a salutarlo. Da ultimo come amico, difficile pensarlo al palazzetto senza Daniel Lecouna con cui aveva una amicizia vera e profonda oltre che uno straordinario legame professionale”.

L’allenatore

“Poi lo penso come allenatore, alla contentezza che ho provato la prima volta che l’ho incontrato. Miguel mi ha aiutata a definire e cambiare il pensiero sul mio allenatore ideale. Straordinaria la sua capacità di innovare, la sua curiosità, la sua intelligenza che ci hanno permesso di lavorare con matematici, studiosi di biomeccanica, manager dello sport e molti altri specialisti. Straordinario anche il suo modo di essere leader con i suoi atleti in modo naturale, garbato, sorridente ma allo stesso tempo forte”.

L’iniziativa

“Siamo tentati di scegliere la strada nera dell’oblio dopo i grandi dolori. Noi non faremo così. Lo porteremo con noi, lo penseremo, sentiremo dolorosamente tutti insieme la sua mancanza e tutti insieme ci consoleremo. Faremo delle cose con lui a cominciare dalla neonata scuola per allenatori, un progetto che tanto gli piaceva, che porterà, in accordo con Esther, il suo nome. Sarà difficile ma lo faremo perché Miguel lo merita.Alla sua bella famiglia il nostro abbraccio più forte”.

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