Guido Elmi, una targa alla Cozzi

La storica Piscina Cozzi ha visto allenarsi nella sua vasca campioni di altissimo livello, tra questi l’indimenticabile Guido Elmi. Per ricordare l’atleta milanese, giovedì 18 luglio alle h.18 si terrà una cerimonia durante cui sarà affissa una targa in suo onore.

Guido Elmi, storia di un campione

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Questa è una di quelle. Era il 1956 quando l’allora ventunenne Guido Elmi si imbarcò, emozionato e anche un po’ impaurito, su quell’aereo che due giorni dopo lo avrebbe scaricato dall’altra parte del mondo, a Melbourne. Lì si sarebbero tenuti i Giochi della XVI Olimpiade.

Olimpiade

L’Olimpiade è il sogno di ogni atleta. Il fatto che Guido fosse tra i 134 atleti italiani a Melbourne è già di per sé straordinario. Ma la cosa davvero eccezionale è il modo in cui ha raggiunto questo traguardo. Innanzitutto, perché Guido ha iniziato a nuotare a 16 anni. A un’età in cui già si distingue tra possibili campioni e buoni amatori, lui muoveva le prime bracciate in piscina. Poi perché Guido è di Milano, una città che non aveva una grande tradizione nel nuoto. Ma il talento, si sa, alla fine trova la strada per emergere. E del talento di Guido si accorgono subito alla Rari Nantes, la prima società milanese esclusivamente natatoria tra le cui fila il ragazzo inizia a nuotare e si allena con regolarità. La sua forza è la resistenza, grazie alla quale riesce a lasciarsi alle spalle gli avversari sulle lunghe distanze. Vasca dopo vasca la nuotata diviene più fluida e i tempi si abbassano anche sulle brevi distanze, tanto che Guido inizia a gareggiare nei 200m stile libero, ottenendo buoni risultati sia nei campionati nazionali che ai giochi del mediterraneo. A quel punto è già tra i migliori, un talento così cristallino che gli viene permesso di allenarsi da solo alla Cozzi la mattina, quando la piscina sarebbe stata chiusa. È proprio qui, nel tempio del nuoto milanese al quale Guido rimarrà per sempre legato, che si realizza il miracolo. Giorno dopo giorno Guido abbassa i suoi tempi, fende l’acqua con sempre maggior sicurezza fino ad arrivare a fare sui 200m stile libero quel tempo che gli varrà il biglietto per Melbourne.

L’Australia

Torniamo quindi al giorno in cui Guido tocca per la prima volta il suolo australiano. Accanto a lui tre compagni eccezionali con i quali gareggerà nella staffetta 4×200 stile libero. Il primo è Angelo Romani, con cui ha stretto una grande amicizia. Romani è una leggenda. Pochi mesi prima a New Haven, negli Stati Uniti d’America, era stato il primo nuotatore italiano a battere un primato europeo, quello dei 400 metri stile libero. Il secondo Fritz Dennerlein. Nato da madre romena e padre tedesco, fu contemporaneamente pallanuotista e nuotatore arrivando in nazionale in entrambe le discipline. Il terzo Paolo Galletti che, come Guido, primeggia sulle lunghe distanze. Tra i membri della spedizione olimpica c’è anche Carlo Pedersoli, poi noto al grande pubblico con il nome di Bud Spencer. Gareggia sulla distanza dei 100 metri stile. I magnifici 4 della staffetta italiana riusciranno nell’impresa di raggiungere la finale. Guido tornerà a casa senza medaglie ma avendo contribuito ad un risultato che l’Italia non coglieva dal 1920.

L’addio

Quella spedizione olimpica fu l’unica per Guido, che purtroppo poco dopo a causa della morte del padre dovette abbandonare il nuoto agonistico per lavorare a tempo pieno. Non abbandonò mai il nuoto però, continuando per tutta la vita a macinare vasche in quella piscina, la Cozzi, dove era entrato da ragazzino e uscito da campione. Ed è proprio per celebrare la memoria dell’uomo, e del campione, che Milanosport ha deciso di affiggere all’interno della piscina Cozzi una targa commemorativa. Legherà indissolubilmente la storia dell’impianto a quella di questo grande atleta milanese e italiano.

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