Radio Nerazzurra, l’intervista a Lapo De Carlo

Un’idea nata vent’anni fa. E sbocciata definitivamente pochi giorni fa, per realizzare un concetto nuovo di fare radio. Con l’ascoltatore che diventa protagonista attivo e la radio che assume il ruolo di connettore di una community nel quale ci si può esprimere senza accendere stucchevoli polemiche. Alla base del progetto, un modello assertivo e rispettoso di tutti. Perché Radio Nerazzurra deve piacere a tutti. Anche a chi non ama il calcio. Un obiettivo che il suo creatore, il noto giornalista radiofonico Lapo De Carlo, rimarca con forza.

Radio inglesi, modello di riferimento

Mi piacciono da sempre le radio inglesi, tipo Radio Tottenham e Radio Chelsea – afferma Lapo De Carlo, noto giornalista radiofonico – Dove musica, intrattenimento, ospiti possono parlare in diretta in un clima leggero, soave. Un modello che ho provato ad esportare su scala nazionale sin dal lontano 1998. Lo proposi all’Inter senza peraltro riceverne un feedback positivo. Perché convinti, allora, che un tale modello di radio fosse realizzabile esclusivamente su scala regionale. Ho così realizzato Radio MilanInter, per cominciare

Il calcio come sfondo, per parlare di tutto

Anche in questo caso qualcuno trovò modo di mugugnare sul nome della radio. Meglio chiamarla Radio InterMilan, mi dissero. Al di là di quello che fosse il nome, la sostanza era che si voleva realizzare una radio capace, accomunando i temi legati legati alle due società calcistiche, di parlare anche di altro. Un’idea che ho portato avanti anche nella recente esperienza con RMC Sport. E che ha preso sempre più forma, fino a partorire il progetto Radio Nerazzurra

Tre mesi, pronti e via

Tutto è successo nel giro di tre mesi. A marzo ancora era ancora tutto da fare. C’era l’esigenza di realizzare le cose velocemente ed hanno pensato a me. In virtù delle tante conoscenze nel settore. E perché riconosciuto come giornalista ed ex direttore di Radio MilanInter nonché come tifoso interista. Ho immediatamente preso con me quattro persone con le quali abbiamo realizzato l’app. Per poter interagire nei prossimi mesi con gli ascoltatori e permettere loro di vedere la radiovisione

Spontaneità ed assertività, Radio Nerazzurra parte da qui

Radio Nerazzurra è il punto di arrivo di un percorso iniziato con Radio MilanInter. Un’esperienza lunga 14 anni che ha lasciato il segno. Di quell’esperienza mi porto dietro il rapporto con gli ascoltatori, il linguaggio instaurato con loro. Altra cosa, l’esperienza maturata in una città come Milano. A Milano hanno capito che il linguaggio delle radio nazionali deve essere fresco, non ossequioso. Se fai radio sui canoni della spontaneità ed assertività le persone ti seguono. Ed elimini la patina che spesso si crea tra conduttore ed ascoltatore. Ciò che oggi è basilare per la radio è un nuovo concetto di rappresentatività. Per questo è nata Radio Nerazzurra”

Alternativa a chi antepone la fede calcistica davanti a tutto

Oggi il tifoso non è più quello di vent’anni fa. Sempre più tifoso, sempre meno sportivo. Segue la propria squadra, difficilmente anche le altre. Lo dimostra il fenomeno, un po inquietante, delle tante persone che antepongono la loro fede calcistica a tutto il resto. Sui social non si presentano con una loro foto ma con quella del loro giocatore preferito piuttosto che con idiomi tipo cuore nerazzurro, red&black devils, roby bianconero. Un elemento che non potevo trascurare. E che mi ha fatto capire che il modello sul quale si basa Radio Nerazzurra ha ancora più senso di quanto potesse averne vent’anni fa

Ascoltatore protagonista

“Voglio abbattere le distanze tra tifosi. Voglio realizzare un modello di radio dove, pur essendo il calcio al centro, le persone possano intervenire per parlare di tutto. Anche un quarto d’ora se hanno cose interessanti da dire. Non voglio fare la radio dove l’ascoltatore è passivo e si limita a telefonare per esprimere i complimenti alla trasmissione. L’ascoltatore deve sentirsi libero di intervenire e liberamente si deve esprimere. E diventare protagonista

Una community basata su rispetto e giusto spirito critico

“Il linguaggio deve essere divertente e simpatico, senza dare spazio ad inutili e stucchevoli polemiche – conclude Lapo De CarloL’obiettivo è fare infotainment, unire informazione e intrattenimento. Il nostro ascoltatore non ama necessariamente il calcio. Ci ascolta perché apprezza la nostra filosofia, la volontà di creare una community di persone che sentano Radio Nerazzurra come propria. Dove le persone possono intervenire per parlare di calcio, se vogliono, ma anche di altro. Sempre con rispetto e con un equilibrato spirito critico. Lo stesso che noi usiamo nei confronti di FC Inter, della quale non possiamo ovviamente non parlare. Ma verso la quale vogliamo mantenere la giusta autonomia. La fede calcistica non è tutto”

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