Pierita Ligutti: “Vi racconto la mia 100 miglia sui navigli”

Pierita Ligutti è una mamma, ma soprattutto è persona appassionata. Della vita, dei suoi tre figli, della corsa. Ultramaratone, nel dettaglio. Motivo per il quale ha deciso di crearsi da sola una sfida emozionane: la 100 miglia delle vie d’acqua.

Pierita Ligutti, ci spiega di cosa stiamo parlando? 

Ho deciso di creare da me una gara, una 100 miglia. Circa 160 km correndo e passando per le province di Varese, Milano e Pavia. Lungo il Canale Villoresi, il Naviglio della Martesana e il Naviglio Pavese.

La domanda pare scontata ma non lo è: ma perché?

Ho Iniziato correre solo sei anni fa. Prima una 10 km, poi una mezza maratona, la maratona e così via. Mi sono divertita, mi è piaciuta. E poi ho scoperto che si poteva andare oltre 42 km e sono arrivata a 100. Cerco sempre di alzare l’asticella, quindi risono chiesta: cosa c’è dopo? 

Una sfida con sé stessa per provare qualcosa in più?

Esatto. Solo che le 100 miglia esistenti si svolgono tutte in montagna. E io da milanese, con tre figli, diventa complicato. E poi fisicamente non reggo  il dislivello. E quindi mi sono detta: me la organizzo da sola.

Quindi?

Quindi ho pensato come fare per non allontanarmi troppo da Milano e guardando le cartine ho scoperto i nostri navigli. Mi sono informata e ho ideato il percorso. 

L’appuntamento è dunque per sabato 12 ottobre 

Portare a termine una 100 miglia significa partire verso le 11 del mattino, correre ininterrottamente per 24 ore ed arrivare alle 11 del giorno successivo. Non dormendo la notte, mangiando e bevendo quello che porterò con me. Sola con me stessa, i miei limiti, le mie paure e le mie vittorie.

Pierita Ligutti

Perché il percorso sui navigli?

La decisione di utilizzare i canali che si sviluppano intorno alla città, che in gran parte sono chiusi alle auto, sono facilmente raggiungibili e hanno tanto da offrire anche dal punto di vista paesaggistico è stata facile. Più complessa è stata la scelta del tragitto, non potendo correre lungo tutti i Navigli. A questo riguardo devo ringraziare la mia società, la “Alzaia Naviglio Runners”, che mi ha aiutata a studiare il percorso migliore.

Quanto è stata importante Milano in questo progetto? 

Non ho mai amato Milano, lo ammetto. Me ne sono innamorata quando ho iniziato a correre. Perché scopri una dimensione diversa, incredibile. Per me  oggi è una delle città più belle da vivere. Per noi runner Milano è fondamentale, ci sono tanti spazi verdi a disposizione. Passi da un parco all’altro con facilità. Montagnetta, Sempione, City Life. Ti rigenera. 

Ma chi è la Pierita non maratoneta? 

Una 50enne mamma di 3 figli ormai grandi (24, 21 e 14 anni, ndA), origini piacentine. Come impegni porto le persone a correre, persone che vogliono iniziare un’esperienza del genere. Le accompagno nei loro primi 10 km. E poi vendo spazi fieristici.

Possiamo dire, in conclusione, che nella vita l’età non conta?

Assolutamente. Sono convinta si possa fare tutto, in modi corretti e senza esagerare. I miei figli dicono che ho bisogno di uno bravo… L’importante è fare le cose  con la testa e con giudizio. Ci vuole impegno e cura per il proprio fisico. E poi basta sognare.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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