Roman Simunek: “Hockey per tutti”

L’hockey continua a far parte della vita di Roman Simunek. Lo slovacco, ex giocatore di hockey su ghiaccio e hockey inline, in Italia con la maglia del Milano Quanta ha vinto tre scudetti, quattro coppe Italia, tre supercoppe italiane e una stecca d’oro. Ora che ha appeso i pattini al chiodo ha deciso di dedicarsi ad un interessante progetto, l’Hockey Academy R21 Milano A.S.D. Questa associazione sportiva dilettantistica nata ormai due anni fa riunisce sotto di sé sia un corso di avviamento all’hockey su ghiaccio dedicato a principianti e appassionati di ogni livello ed età, sia una squadra amatoriale fondata alla fine del 2017 che disputa il campionato Cisalpina e quest’anno anche la Milano Hockey League in collaborazione con gli SnowDevils di Ponte di Legno, cioè i San Donato Fighters.

Le parole di Roman Simunek

“Con questa accademia voglio dare ad adulti e bambini la possibilità di giocare. Mi sono accorto durante i miei anni da giocatore che qui in Italia ci sono tanti appassionati di questo sport ma poche possibilità di giocare. Ci sono solo quattro palazzi del ghiaccio in una città da tre milioni di abitanti. Abbiamo quindi deciso di prendere il ghiaccio del Forum per far divertire tutti quanti”.

Il progetto

“Quando abbiamo iniziato due anni fa non ci saremmo aspettati questo successo. La squadra amatoriale nel campionato Cisalpina ha già ottenuto buoni risultati, come un terzo posto finale nella scorsa stagione. E’ un bel gruppo formato da giocatori che prima di poter prendere parte alle partite devono fare la nostra scuola hockey per imparare le basi. Quando si sentono pronti e gli allenatori sono d’accordo allora possono prendere parte alle partite. In questo momento abbiamo una ventina di giocatori più un’altra trentina di cui otto bambini nella scuola hockey. Stiamo anche collaborando con il Milano Rossoblù”.

Hockey su ghiaccio e inline

“Per ora il progetto riguarda l’hockey su ghiaccio ma in futuro vorremmo allargarmi all’hockey inline. Si tratta di una variante meno costosa, sia per l’assenza del ghiaccio che per le attrezzature. E’ anche fisicamente meno impegnativo. Anch’io sono passato da uno all’altro proprio perchè avevo la schiena distrutta e non potevo fare altrimenti. Ma è sempre hockey, questo è quello che conta”.

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