The Authentic Big Blue a Leuci

Si chiude la terza edizione della gara internazionale di apnea profonda “the Authentic Big Blue” in Grecia, nell’isola di Amorgos. Vede ancora protagonista Homar Leuci, l’attuale detentore del record italiano di apnea.

The Authentic Big Blue 2017 e 2018

Infatti Leuci aveva vinto le prime due edizioni della competizione internazionale sia nel 2017 che nel 2018. Quest’anno l’apneista milanese chiude con un bottino di medaglie, riuscendo a vincere l’Overall e tre discipline: Rana – 61 metri CNF, Costante con Monopinna -103 CWT e Free Immersion -91 metri FIM. Inoltre ha stabilito il nuovo record con 103 metri in CWT. Nessuno mai prima d’ora, infatti, aveva toccato queste profondità ad Amorgos.

Dichiarazioni

“Questa gara è molto impegnativa perché si hanno cinque possibilità di gareggiare e quattro discipline da eseguire. Infatti quest’anno è stata aggiunta una specialità alle tre già esistenti. Nelle altre discipline ho giocato d’esperienza, dichiarando e realizzando misure competitive che mi hanno assicurato il successo finale”.

Nuovo record

Homar Leuci ha ricevuto i complimenti dell’organizzatore Dimitris Koumoulos per la sua performance e per aver stabilito il nuovo record di Amorgos con -103 metri in CWT. “Sono molto orgoglioso di questo risultato. Ad Amorgos mi trovo sempre molto bene, l’isola è meravigliosa e l’organizzazione è impeccabile. Anche l’atmosfera che si vive è calorosa perché la gente è ospitale e accogliente. Ringrazio e dedico queste vittorie al nostro amico Steven Keenan, senza il quale oggi non saremmo qui”.

La storia di Homar Leuci

La storia personale di Homar rende questi traguardi ancora più speciali. Appassionato di sport fin da ragazzo, scopre la passione per l’apnea più avanti, all’età di 27 anni. Così nel 2003 inizia a fare immersioni, superando vari limiti che gli suggerivano di non intraprendere la strada dell’agonismo: da bambino aveva una patologia del timpano, essere nato in una città come Milano non gli ha permesso di allenarsi costantemente al mare. Nel frattempo si laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore. A dispetto di tutti e tutto la sua carriera agonistica parte subito forte, a suon di primati nell’apnea nazionale prima e mondiale poi. Il primo record italiano, infatti, arriva già nel 2004 (apnea dinamica con monopinna in vasca corta, 157m) fino ad arrivare nel 2018, nella sei giorni di gare al Vertical Blue di Long Island Bahamas (il Wimbledon dell’apnea), in cui è stato in grado di stabilire cinque record italiani assoluti, con metrature in assetto costante da capogiro: assetto costante -116 m in 3’14”, Free Immersion -104m in 3’27”, Rana CNF 77m in 2’57”, per poi rifinire per due volte il primato dell’assetto costante (-117m in 3’20” e -118m in 3’16”).Il 25 giugno scorso nelle acque del Mar Rosso di Sharm El-Sheikh ha realizzato il nuovo record italiano di apnea profonda in assetto costante CWT (con monopinna) raggiungendo i -121 metri, con una discesa durata appena 1’44” e una risalita magistrale durata 1’26”. Il nuovo record italiano è stato validato dai giudici internazionali AIDA presenti all’evento.
Oggi è l’atleta italiano più completo e profondo perché, detenere i tre record nelle equivalenti discipline dell’apnea profonda, è un’impresa riuscita prima solo a un mostro sacro della disciplina: Umberto Pellizzari.

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