Elements Fury, il progetto di Fabian

Alessandro Fabian non è solo il più grande triatleta italiano di sempre. L’undici volte campione d’Italia tra “olimpico” e “sprint” ha infatti lanciato un bellissimo progetto, denominato Elements Fury. Si tratta di un viaggio che ha come obiettivo la sensibilizzazione alla salvaguardia del pianeta. Un grido in difesa dell’ambiente, dell’uomo e del suo tempo.

Che cos’è Elements Fury

Tutto è nato nel novembre 2018, quando molte regioni d’Italia sono state colpite da disastri ambientali. In quel momento, Alessandro Fabian, da sempre molto attento alle tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità, ha deciso di fare qualcosa attraverso lo sport per risvegliare le coscienze sulla necessità di convivere con gli elementi della natura, prima che questi scatenino la propria furia. In concreto, Elements Fury sarà un evento itinerante che toccherà dal 22 al 24 novembre 2019 tre luoghi iconici del Veneto, regione tra le più ricche di biodiversità, magnifica ma fragile e profondamente sfruttata dall’uomo. Da Venezia, simbolo del delicato equilibrio uomo/natura, a Padova, città natale di Fabian, passando per la provincia di Belluno, teatro della più grande strage dei pini mai verificatasi in Italia.

Sport

In ciascuna località si terrà un’attività sportiva, ispirata alle frazioni del triathlon, che sarà affrontata in compagnia di tutti coloro che vorranno amplificare la voce (anche se sarebbe meglio l’urlo) di Fabian. In sede di arrivo di ciascuna “frazione” ci sarà un incontro pubblico con le istituzioni del territorio, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

Le parole di Alessandro Fabian

“Pedaleremo, nuoteremo e correremo nei luoghi dove la Natura ha lanciato i segnali d’allarme più forti. Metteremo il nostro impegno, attraverso uno sport che include tutti gli elementi, per poter parlare concretamente di ciò che sta accadendo intorno a noi. Prima che sia troppo tardi. La natura è una delle risorse più importanti che abbiamo e dobbiamo trattarla con lo stesso rispetto che pretendiamo noi esseri umani. Rispettare il mondo che ci circonda, infatti, vuol dire rispettare se stessi e viceversa. In un unico ciclo che è quello della vita”.

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