Briantea84, la disabilità non è un handicap
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Briantea 84, un percorso lungo 35 anni. Nata in un contesto nel quale la disabilità era considerata ed affrontata diversamente da quanto siamo abituati a fare oggi. L’attenzione verso il mondo paralimpico in un momento nel quale i disabili erano ancora chiamati handicappati o, alla meno peggio, portatori di handicap. Privi ancora di quella dignità che permettesse loro di vivere la loro disabilità senza offensivi paragoni con i normodotati. Per Briantea84 la disabilità è viceversa sempre stata l’occasione per creare cultura sportiva. Diversa, lontana dalla logica dei risultati. Al contempo, priva di buonismi e pregiudizi. Un percorso che negli anni ha dato tante soddisfazioni. Oggi la società vanta un buon numero di discipline sportive. Dal calcio al nuoto, dall’atletica al basket. Quest’ultimo sia in carrozzina che per persone con disabilità intellettivo-relazionali. Con risultati importanti a livello sportivo, e non solo.

Briantea84, un modo diverso di comunicare la disabilità

Anni 80, eravamo agli albori – racconta Simone Rabuffetti, press officer di Briantea84 – Il mondo paralimpico non era ancora oggetto di attenzioni. Lo stesso Comitato Paralimpico parlava di handicap, un termine ormai non più in uso. Viceversa, Briantea84 si è sempre posto l’obiettivo di andare oltre per creare cultura sportiva, non più basata solo sui risultati del campo ma anche su un modo diverso di comunicare la disabilità. Senza pregiudizi ne buonismi e senza quelle ritrosie che molte persone, nonostante i progressi fatti negli anni, continuano ad avere”

Sport per tutti, una sfida senza tempo

La disabilità non deve essere considerata un fattore limitante, noi insistiamo perché alle persone disabili non sia negata la possibilità di vivere una quotidianità alla pari di chiunque altro. E lo sport deve necessariamente rivestire un ruolo importante. Senza fermarci alla semplice pratica sportiva, noi costruiamo una valutazione dell’individuo. Una sfida che il nostro presidente Alfredo Marson porta avanti con immutato impegno dal lontano 1984, quando siamo partiti con il nostro progetto. La sua voglia di sperimentare non è mai venuta meno. Per alzare l’asticella e fare di Briantea84 una realtà affermata nella intera realtà sportiva, non solo quella paralimpica”

Per ogni atleta un percorso mirato

Attualmente abbiamo 150 atleti impegnati in 5 discipline differenti. Calcio, nuoto, atletica e basket. Quest’ultimo sia per persone con disabilità intellettivo-relazionali che per persone in carrozzina. Gli allenamenti partono a settembre e si concludo a giugno, perché di stagione vera e propria si tratta. Ma il mondo della disabilità è molto variegato e l’approccio al raggiungimento degli obiettivi non può essere uguale per ognuno di loro. Con i responsabili di ogni settore lavoriamo affinché ogni nostro atleta raggiunga i fondamentali ed una preparazione atletica mirata ai singoli appuntamenti. Appuntamenti che sono in gran parte fissi. Dai Campionati Paralimpici Regionali e Nazionali al Torneo di Ginevra, il più importante torneo calcistico paralimpico europeo al quale partecipano ben venti squadre”

Risultati che parlano da soli

E’ proprio l’attenzione che riserviamo ad ognuno di loro sia per quanto concerne la prestazione sportiva sia per quanto riguarda la valutazione della crescita della persona, che ci ha permesso negli anni di conseguire risultati importanti. Le maggiori soddisfazioni sono arrivate dal basket. I sette scudetti, dei quali 5 negli ultimi 7 anni, vinti dal basket in carrozzina nel campionato di Serie A Fipic (Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozina), le sei Coppe Italia, le quattro Supercoppe Italiane, le tre Coppe Vergauwen e, nel 1988/89, la Brinkmann Cup parlano da soli. Siamo poi fieri di schierare, unici tra le società lombarde, una squadra giovanile di basket in carrozzina. E il quarto posto alle Paralimpiadi 2016 ottenuto dal nuotatore Marco Maria Dolfin, primo atleta a partecipare ad una Paralimpiade, ci inorgoglisce”

Una diversa cultura sportiva, famiglie e tifosi apprezzano

Se i risultati sportivi ci rendono felici – conclude Simone Rabuffetti – ciò che per Briantea84 rimane centrale è la diffusione di una maggiore conoscenza del mondo paralimpico. Un obiettivo al quale lavoriamo attraverso una sempre più incisiva presenza in scuole, oratori e società. Strutture con le quali abbiamo sviluppato un progetto educativo incentrato sugli incontri degli studenti con i nostri atleti paralimpici. Alla luce dei fatti, il coinvolgimento diretto degli studenti è stata una mossa vincente per la diffusione di una diversa cultura sportiva. E lo constatiamo in occasione delle nostre partite di basket in carrozzina che giochiamo al PalaMeda alle quali invitiamo gli studenti e le loro famiglie. Non sono però solo i genitori ad essere, come è naturale, coinvolti. Ci sono i tifosi, come dimostrano le Paralimpiadi. Tutto ciò ci fa guardare al futuro con immutato entusiasmo perché la disabilità diventi il focus di una nuova cultura sportiva. Per andare oltre, sempre e comunque

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