Bertossio, il re dell’aliante acrobatico

Luca Bertossio, il re dell’aliante acrobatico, ha fatto vivere un’esperienza indimenticabile ad alcuni fortunati giornalisti che hanno potuto provare con lui giri della morte e voli rovesciati. A margine della giornata andata in scena all’aeroporto di Calcinate del Pesce (Varese), il ventinovenne friulano ha parlato ai microfoni di MilanoSportiva.

Luca Bertossio e l’aliante acrobatico

“Diciamo che è capitato che mi trovassi nella situazione di provarlo. L’aviazione in generale è la base. Ho trovato una scuola di volo basata sull’aliante che dava anche la possibilità di evolversi in disciplina acrobatica. Pochi centri lo fanno. È stata quindi anche una scelta ambientale. E poi posso dire che è stata più l’acrobazia a scegliere me. Per quello che mi ha fatto vivere fin da subito è stato un colpo di fulmine”.

Gli inizi

“Io ho iniziato a girare intorno agli aerei a 11 anni, quando ho conosciuto un pilota di linea ad un camp di modellini. Mi ha invitato a provare, visto che faceva l’istruttore e a 13 anni pilotavo già. I miei mi davano la paghetta per mangiare ma io mi tenevo i soldi e li spendevo nel weekend per fare ore di volo. Per quello ero molto magro (ride, ndr)…”.

La prima volta

“Nel nostro campo tutto viene misurato in minuti di volo. La passione poi è diventata sempre più profonda, con i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto. Ho iniziato a prendere i vari brevetti tra cui quello di trainatore. Lì poi ho provato l’aliante e ho capito che era quello che mi piaceva e che poteva essere davvero il mio lavoro”.

Red Bull

“Ho iniziato a fare le gare e andavano bene. Mi sono ingegnato per poterci campare, ho trovato i primi sponsor finché non è arrivata Red Bull, nel 2015. Con loro ho realizzato un sogno. Qualunque sportivo sa che Red Bull è un punto di arrivo ma anche di partenza per fare le cose più in grande”.

Le gare

“Ogni anno c’è un campionato del mondo con una formula classica e un regolamento. Si fanno tre programmi, un po’ come nella ginnastica artistica. Ci sono un libero e gli sconosciuti in cui ogni nazione sceglie le figure da un catalogo. C’è molta tattica. I dieci giudici valutano la precisione, il posizionamento e l’armonia”.

Volare con un passeggero

“Mi capita sempre più spesso di far provare questo tipo di esperienza con l’aliante biposto a giornalisti e ospiti vari. E’ bello anche per me. Man mano capisco quali sono le sensazioni che meritano di più, quali acrobazie eseguire tra giri della morte e volo al rovescio. Ripenso anche a quello che provavo io e cerco di farlo rivivere ai miei passeggeri”.

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