Milan-Spal: Suso e Biglia fischiati, applausi per Piatek e Theo Hernandez
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Non inizia nel migliore dei modi Milan-Spal per Suso e Biglia. I due giocatori rossoneri, che non fanno parte dell’undici titolare scelto da Stefano Pioli per sfidare la formazione spallina, sono stati sonoramente fischiati dalla Curva Sud, sede storica del tifo del Milan, al momento della chiamata delle formazioni.

Milan-Spal, Suso e Biglia fischiati dalla Curva Sud

I due giocatori, al pari di Calabria, Antonio Donnarumma e Conti (tutti e cinque paradossalmente partiranno dalla panchina) sono stati additati come i principali responsabili di questa crisi del Milan. A Biglia viene imputato il non essere più ai livelli della Lazio, quando dettava i ritmi di gioco e sembrava davvero dare fosforo alla manovra della squadra; per Suso, invece, è l’ennesima puntata di una telenovela di amore e odio che va avanti sin dal suo arrivo al Milan: lo spagnolo è sicuramente il giocatore più talentuoso tra quelli in rosa ma non riesce quasi mai ad accollarsi sulle spalle la squadra e guidarla fuori dal tunnel. E questa mancanza di personalità è quella che i tifosi gli fanno pagare fischiandolo sonoramente. Applausi per tutti i giocatori titolari, con particolare enfasi per Theo Hernandez e Piatek.

Milan-Spal, formazioni ufficiali

Milan (4-3-3): Donnarumma G; Duarte, Musacchio, Romagnoli, Theo Hernandez; Paquetà, Bennacer, Kessie; Castillejo, Piatek, Calhanoglu. A disposizione: Reina, Donnarumma A, Calabria, Bonaventura, Suso, Borini, Conti, Leao, Rebic, Biglia, Krunic, Gabbia. All Pioli.

SPAL (3-5-2): Berisha; Cionek, Vicari, Tomovic; Strefezza, Kurtic, Murgia, Missiroli, Reca; Petagna, Floccari. A disposizioe: Thiam, Letica, Igor, Valdifiori, Valoti, Moncini, Sala, Felipe, Paloschi, Salamon, Cannistra, Mastrilli. All. Semplici

Arbitro: Piccinini di Forlì

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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