Nausicaa Dell’Orto:”Porto il football nel cuore, raccontarlo la mia passione”

Nausicaa Dell’Orto, un’avventura da favola. Venticinquenne milanese, ha fatto della sua passione la sua vita. Vive a Phiiladelphia e lavora per NFL Films per la quale produce video sugli assi del football americano. Un sogno diventato realtà, con caparbietà. Pioniera del football americano femminile in Italia, faceva la cheerleader a seguito dei Seamen Milano. Ma la voglia di giocare era troppa, da lì a poco protagonista in campo con Le Sirene Milano, la squadra di football americano femminile da lei stessa fondata, e la Nazionale, da capitana. Poi l’avventura statunitense per dare seguito all’altra sua passione, la cinematografia, e scoprire che raccontare storie di sport era ciò che voleva fare. Approda alla NFL Films, realizza due documentari e racconta le finali di due Super Bowl. Con il football nel cuore. Di seguito, la sua storia.

Nausicaa Dell’Orto, cheerleader scatenata

Volevo provare uno sport diverso – racconta Nausicaa Dell’Orto – Sono sempre stata una sportiva e ho avuto l’opportunità di viaggiare molto negli Usa a seguito di mio padre, il fondatore di Dell’Orto Carburatori. Ho conosciuto una realtà intrigante, affascinata dal cheerleading. Negli Usa è una autentica disciplina. E mi è balenata l’idea di creare una squadra italiana, Così, nel 2010, è nata la SeaWays Cheerleaders Seamen, il gruppo di cheerleader che segue i Cisalfa Seamen di Milano. Andavo alle loro partite, facevo un tifo scatenato. Però mi mancava qualcosa. Volevo fare il salto, stare a bordo campo non mi bastava. E non ero l’unica. Così un bel giorno con la mia amica Valeria Vismara ed altre ragazze del gruppo ci recammo da Marco Mutti, il presidente dei Cisalfa Seamen

Una squadra femminile, il sogno da realizzare

Gli manifestammo il nostro desiderio di fondare una squadra di football americano tutta femminile – racconta con enfasi Nausicaa Dell’Orto – Ovviamente ci guardò come se fossimo impazzite. Il rifiuto però non ci smosse dal nostro progetto, avevamo un sogno da realizzare! Parco Sempione divenne così il nostro campo di allenamento, sotto la guida del papà di una di noi che negli anni 80 aveva allenato i Miami Hurricanes. Aveva ricevuto in regalo 22 maglie in occasione della sua ultima stagione, le diede a noi per avere una divisa. In pochi mesi crescemmo, da cinque ragazze diventammo venti!”

Nascono le Sirene Milano

La nostra caparbietà fu presto ripagata. A Bologna era nata una altra squadra e il 30 giugno 2011 venne disputata la prima partita di football americano femminile in Italia. Giocavmmo con abbigliamento ed attrezzature non idonee, i caschi erano quelli usati dagli uomini. Così come le magliette, troppo larghe per noi. Però qualcosa era cambiato, era iniziato un movimento. Lo stesso Marco Mutti si convinse della bontà del nostro progetto, dal lì a poco sarebbero nate le Sirene Milano

La passione per la cinematografia

Da quel momento fu un fiorire di squadre femminili. E nel 2013 venne disputato il primo campionato femminile. Due gironi, complessivamente 15 squadre impegnate da ottobre a maggio, playoff finali. Nel frattempo, gli studi universitari mi avvicinarono alla cinematografia, cominciai a interessarmi alla produzione di video. Volli così dare voce alle mie compagne, realizzai il video e lo postai su facebook e you tube. La passione per i video cresceva dentro di me, dopo la laurea approfittai dei miei contatti, mia cugina ed un amico di famiglia, per recarmi negli Usa per approfondire le mie conoscenze

Raccontare storie di sport, il football nel cuore

Il responsabile vendite dell’azienda di proprietà dell’amico di famiglia mi chiese di realizzare la presentazione di un prodotto ed io, ovviamente, realizzai subito un video. Seguirono due Summer Program di Storytelling e Tv Production, al Menlo College di Palo Alto e alla Boston University. E, al mio ritorno in Italia, la partecipazione alla Summer School di Sky. L’occasione per fare uno stage all’interno della emittente televisiva e affiancare Alessandro Mamoli in un programma da lui condotto. Sempre alla ricerca di segreti da apprendere, era la mia vittima predestinata. Raccontavo storie di calcio e di basket, raccontare storie di sport era ciò che volevo fare. Ma mi portavo il football americano nel cuore. Così, quando scoprii che la NFL cercava stagisti, inviai la mia candidatura. E mi risposero!

Si aprono le porte della NFL

Nel mese di aprile 2017 si aprirono per me le porte della NFL– ricorda con entusisamo Nausicaa Dell’Orto – Ero entrata nella mailing list per via di un post che avevo scritto sulle ragioni per le quali mi piace giocare a football americano. Dopo sette colloqui, mi chiesero di realizzare una storia lunga una pagina. E scrissi la storia di Penelope, una cheerleader che voleva praticare il football americano, creare in Italia la prima squadra femminile di football americano e diventare capitano della Nazionale italiana. Vi svelo un segreto…il mio secondo nome è Penelope!”

I primi documentari

Intanto giocavo a Bologna e lavoravo a Milano. E ad agosto dello stesso anno ero nel New Jersey, a seguito dei cameramen durante le partite del week end. Facevo il runner e, tra una lasagna e l’altra che preparavo per loro, il chief producer Chris Barlow mi chiese di buttare giù qualche idea che avrebbero tenuto in serbo per il marzo successivo. Il risultato furono due documentari, realizzati tra il 2017 e 2018, nominati poi agli Sports Emmys 2019. Uno fu girato in Italia, l’altro in Califorina. Il primo, Football in Italy, raccontava la storia del football in Italia, il secondo Cooking with Giorgio Tavecchio la storia del kicker italiano dei Falcons. La cui carriera è costruita successo dopo successo, strato dopo strato. Come una lasagna

Super Bowl 2018, esperienza incredibile

Ero assorbita completamente dalla realizzazione dei due documentari ma quella estate trovai modo di giocare a Philadelphia. Certo non mi sarei mai immaginata di ricevere, a dicembre, l’invito a recarmi al Super Bowl 2018 che si sarebbe svolto nel mese di febbraio. Avrei dovuto seguire la finale. E una delle due squadre finaliste era i Philadelphia Eagles, la squadra della quale sono tifosa. Fu il mio primo Superbowl, i Philadelphia Eagles per la prima volta nella loro storia vinsero la finale. Roba da non credere! Poi nel febbraio 2019 fu ancora SuperBowl, questa volta ad Atlanta

Football femminile in Italia, il supporto degli uomini

Oggi gioco in Italia, con le Sirene. Sono stato il capitano parlante, una bella soddisfazione. Ma continuo a collaborare con la NFL, lavoro su diversi progetti in ambito europeo come NFL Uk e NFL Undiscovered. E collaboro con Jordan Brand per promuovere il football americano in Europa. Jordan Brand è un convinto sostenitore del football americano femminile, per noi è un supporto importante. Anche se dobbiamo superare qualche perplessità, l’atteggiamento degli uomini nei nostri confronti è comunque cambiato. Pure in Italia non mancano i sostegni. Dal Commissioner della Lega Paolo Sonzogni al responsabile della Nazionale Gianluigi Baldini. E il presidente dei Seamen Marco Mutti è oggi uno dei nostri più grandi fan

Football americano, quello che conta è il cuore

Il football mi ha dato molto – è il commento finale di Nausicaa Dell’Orto – E’ una lezione di vita, ti insegna a stare in piedi quando tutti cercano di buttarti giù. E a fidarti delle regole e degli altri. Del tuo coach che detta le regole e ti insegna a rispettare la disciplina. Delle tue compagne, indispensabili per me quanto lo sono io per loro, in campo abbiamo bisogno l’una delle altre. Grazie al football ho imparato a prendermi cura dell’altro. Perché nel football non conta il fisico, conta ciò che porti nel cuore. Perché ciò che hai nel cuore è giusto e devi realizzarlo, al di là di tutto. Sono gli insegnamenti di mia nonna. Non a caso vesto la maglia numero 82, i suoi anni quando ci lasciati per diventare un angelo. Non dimenticherò mai le sue parole

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