Atletica: Milano in trionfo, Eleonora Giorgi e Davide Re atleti dell’anno
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I milanesi Davide Re ed Eleonora Giorgi sono stati eletti atleti dell’anno 2019 dalla FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Milano in trionfo, dunque. Grazie al primatista italiano dei 400 metri e al bronzo mondiale della 50 km di marcia. A decretarne il successo il pubblico stesso, che ha votato su Facebook e Instagram, oltre ad una giuria di 75 esperti.

Atletica e Davide Re, un 2019 da incorniciare

Trionfo in salsa meneghina, dunque, per l’atletica. Per Davide Re una conferma dopo un anno straordinario. Il 30 giugno scorso è riuscito, primo uomo, ad andare sotto i 45 secondi nei 400 metri. È accaduto a La Chaux-de-Fonds, 44.77 la sua performance. L’atleta  27enne delle Fiamme Gialle, nato a Milano e cresciuto ad Imperia, si allena a Rieti con Chiara Milardi. Quest’anno ha sfiorato la finale mondiale a Doha e ha guidato la staffetta 4×400 al sesto posto della rassegna iridata. Cosa che, non va sottovalutato, ha permesso anche la qualificazione ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo 2020. Primo vincitore azzurro dei 400 agli Europei a squadre di Bydgoszcz, dove ha trionfato anche con la staffetta. Re ha preceduto nella classifica finale Filippo Tortu (Fiamme Gialle) e Yeman Crippa (Fiamme Oro).

Eleonora Giorgi, la regina della marcia

Il 2019 di Eleonora Giorgi è stato un capolavoro. E il bronzo ai Mondiali di Doha nella 50 km di marcia è solo la ciliegina sulla torta di un’annata straordinaria. La 30enne milanese delle Fiamme Azzurre, seguita dall’ex cinquantista azzurro Gianni Perricelli, ha anche vinto ad Alytus la Coppa Europa (4h04:50) all’esordio sulla distanza. In classifica ha preceduto Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) e la staffetta 4×100. Alla Bogliolo anche il premio “Social” atletica in quanto atleta più votata su Facebook e Instagram.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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