La crisi del Milan: Boban e Maldini pronti all’addio
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Teste che saltano e che salteranno. La crisi del Milan dovrà portare obbligatoriamente a qualche allontanamento. Salteranno dirigenti, verranno ceduti giocatori, passerà la società di mano? Forse accadrà tutto o forse no. Ma una cosa è certa: serve cambiare. E per farlo, in questo clima da “tutti contro tutti”, è necessario qualche doloroso addio.

La crisi del Milan e l’addio di Boban e Maldini

Boban e Maldini, ì indiziati numero uno. Le esternazioni del primo, dopo il tracollo di Bergamo, non sono piaciute alla famiglia Singer, proprietaria del Fondo Elliott e padrona del club: “Mercato? Vedremo di fare del nostro meglio rispetto a quello che possiamo e a quello che ci permetteranno di fare”. La frase del Chief Football Officer è un chiaro segnale di come le vedute con la proprietà siano opposte. Il riferimento alla politica dei giovani da crescere e rivendere in futuro, un mantra di Elliott, fa a pugni col desiderio del croato e di Maldini di avere giocatori per provare a far risalire la china ad una squadra in difficoltà. La frase “quello che ci permetteranno di fare” ha infastidito la famiglia Singer, fortemente delusa dall’operato dei suoi dirigenti (compreso Gazidis). D’altronde i 160 milioni di euro spesi in estate per acquistare Duarte, Rebic, Bennacer, Krunic, Leao e Theo Hernandez non stanno rendendo. Il cambio in panchina tra Giampaolo (scelto da Maldini) e Pioli idem. Senza dimenticare le voci di una possibile cessione della società al gruppo Louis Vuitton (sempre smentite), ad alimentare una situazione già incandescente.

Pioli peggio di Giampaolo

I dati riferiscono di un Giampaolo che aveva salutato con 9 punti in 7 partite (media di 1,28 a match) e un Pioli che dopo 10 partite ha collezionato 12 punti, per una media di 1,2. Le distanze siderali dalla zona Champions (-14 punti) ed Europa League (-8) non migliorano l’umore.
I rossoneri ritorneranno ad allenarsi solo il 30 dicembre ma riescono comunque a far parlare: Leao pizzicato dai tifosi in discoteca a fumare, Calabria che festeggia il suo compleanno come se nulla fosse e il like galeotto (poi tolto) di Kessie al post del Papu Gomez in cui l’argentino celebrava la vittoria sul Milan. Atteggiamenti che hanno fatto infuriare i tifosi. Il declino del Milan è anche nel declino dello stile Milan, quello che aveva segnato un’intera epoca e ora non esiste più.

Tutti contro tutti, Paquetà verso il PSG

Pioli deluso dai giocatori, Elliott arrabbiato con Boban e Maldini e mercato di gennaio che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione: Paqueta viaggia verso una clamorosa cessione al PSG (ha senso cedere il giocatore più costoso acquistato meno di 12 mesi fa? Se sei un fondo e devi guadagnarci, a quanto pare, sì), possibili partenti anche Rodriguez, Calabria, Borini, Biglia e Suso. La linea tracciata da Elliott è chiara: prima si mette a posto il bilancio, poi viene la parte sportiva. Con buona pace di Boban e Maldini, pronti a salutare a fine stagione.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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