Ibrahimovic torna al Milan
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Ibrahimovic torna al Milan, a meno di clamorosi ribaltoni dell’ultimo momento (che con Zlatan, si sa, non vanno mai esclusi). Un ritorno voluto e soprattutto studiato, senza colpi di testa. Perché lo svedese sarà anche il classico “cavallo pazzo”, ma ha sempre dimostrato di sapere quello che vuole nella vita. E all’alba dei 38 anni, ragionare sulle cose non può che essere un valore aggiunto.

Ibrahimovic torna al Milan, tutti i vantaggi dei rossoneri

Ma questo matrimonio, inutile negarlo, almeno sulla carta rappresenta un vantaggio sia per il Milan, sia per Ibrahimovic. Lo svedese dovrebbe sbarcare nel weekend in Italia per mettersi poi a disposizione di Pioli alla ripresa degli allenamenti, fissata per il 31 dicembre. Il suo arrivo permetterà al Milan di poter disporre di un attaccante da 473 gol in carriera. Che si affiancherà (a meno di future decisioni della dirigenza in sede di calciomercato di gennaio) alla giovane coppia formata da Leao e Piatek, capace finora di mettere a segno solo cinque gol in due (la peggiore coppia-gol della Serie A). Senza dimenticare che Ibrahimovic potrà anche essere per tutto lo spogliatoio il maestro da seguire. L’esempio, il leader carismatico che possa educare un gruppo giovane che appare spesso senza mordente e senza una guida. Se n’è parlato spesso, al Milan di oggi manca un campione di grido che possa essere il leone indomito da seguire. Qualcuno che possa portare al pascolo serenamente la squadra.

Ibrahimovic torna al Milan, appeal anche a livello mediatico

E poi avere Ibrahimovic in squadra ridà lustro, anche mediaticamente, ad un club che non appare più avere l’appeal di una volta: chissà che non sia una mossa per dare impulso anche ad un marketing aziendale che stenta a decollare con un impegno minimo, perché il Milan ad oggi sarà sicuro di dover sborsare solo tre milioni di euro per questi sei mesi di contratto fino alla fine della stagione attuale; mentre i successivi 12 (a sette milioni di euro) saranno soggetti ad un certo numero di presenze e gol raggiunti in questa stagione (c’è chi parla di un minimo di 15 presenze sulle 21 restanti di campionato e almeno dieci gol): come dire, se Ibra non fosse più l’Ibra di sette anni fa, nessuno ci andrebbe a smenare.

Ibrahimovic torna al Milan, tutti i vantaggi per lo svedese

Ma ci sono anche le tante ragioni di Ibrahimovic: prima di tutto un nuovo contratto e nuovi soldi, che non fanno mai male; poi sentirsi importante anche e ancora a 38 anni, in quella Milano che diventerà fondamentale per il futuro della sua famiglia (già scelta la scuola per i figli dello svedese). Ma Zlatan, che sprovveduto non è, ha anche un altro pensiero in mente: ha valutato che in questa Serie A può ancora fare la differenza. E la voglia di chiudere in bellezza una carriera fatta di 31 titoli vinti (finora) non può passare inosservata. Magari dando una mano a far tornare grande il Milan, un Diavolo che ha bisogno del suo cavallo pazzo per essere trainato fuori dai bassifondi dell’anonimato.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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