Valentina Trapletti: “Verso Tokyo con convinzione, i Mondiali di Doha sono stati il banco di prova”

Valentina Trapletti ci racconta il suo anno appena concluso. Un anno complicato per via dei diversi fastidi subiti, dalla sinusite alla infiammazione causata da un plantare. Un anno contraddistinto dai buoni risultati in Coppa Europa, da un lato, e dalla drammatica ma tutto sommato positiva esperienza dei Campionati Mondiali di Doha, dall’altro. Quella mondiale è stata per Valentina Trapletti, per usare le sue stesse parole, una esperienza indicibile. Le proibitive condizioni ambientali hanno messo a dura prova il suo fisico, minato dai problemi già menzionati. Una autentica lotta per la sopravvivenza che, alla luce dei fatti, le ha però dato la consapevolezza di poter competere con avversarie sulla carta fortissime. Esperienza per questo stimolante, considerato l’avvicinamento alle prossime Olimpiadi di Tokyo alle quali si preparerà, nel corso dell’anno appena iniziato, con un fitto programma di gare, anche internazionali.

Valentina Trapletti, le soddisfazioni nonostante un anno complicato

Un anno complicato quello che si è appena concluso – dice Valentina Trapletti – Una fastidiosa sinusite, gli antibiotici, l’infiammazione causata da un plantare difettoso. Situazioni che non hanno certo agevolato la preparazione agli impegni internazionali. Nonostante ciò, sono stati soddisfacenti i risultati in Coppa Europa nello scorso mese di maggio e, al di là delle oggettive difficoltà ambientali, quelli ai Campionati Mondiali di Doha. Tutto sommato soddisfatta, in attesa delle Olimpiadi 2020

Mondiali di Doha, sensazioni mai provate

Ai Campionati Mondiali di Doha– racconta Valentina Trapletti – sono arrivata preparata per affrontare il caldo e l’umidità tipici della zona. A me il caldo piace, pensavo di essere avvantaggiata. Ma l’esperienza si è dimostrata essere una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Abbiamo dovuto rivedere le tabelle della preparazione, costrette a rimanere in albergo tutto il giorno con l’aria condizionata ed uscire per l’allenamento solo alle 11 di sera. Cenavamo non prima dell’una di notte. Tutto strano, anche i consigli che arrivavano dai tecnici. Ci dicevano di evitare di bagnarci durante la gara ma asciugarci e soprattutto di preoccuparci di arrivare fino in fondo senza svenire o accusare malesseri vari. Condivido la scelta della Fidal di essere arrivati a Doha solo all’ultimo momento. Nonostante ciò, non ho potuto evitare giramenti di testa e i crampi, due giorni dopo la gara. Mai provato sensazioni come queste

Gara conclusa, superate condizioni ambientali estreme

Antonella Palmisano mi aveva avvertito. Memore della sua esperienza in Giappone, mi aveva detto che i problemi, in condizioni ambientali così difficili, arrivano dopo i primi 40 minuti. Ho quindi gestito la gara assumendo molti liquidi, con attenzione. Ci davano infatti da bere acqua molto ghiacciata, ero costretta a tenerla in bocca per scaldarla prima di mandarla giù. E mantenevo la giusta temperatura di polsi e collo con il ghiaccio che mettevo nella polsiera e nello scaldacollo. Gli allenamenti che avevo fatto nel corso dell’anno per prepararmi, a quel punto, non c’entravano più niente. Però sono riuscita a concludere la gara.

Esperienza indicibile, in crisi anche le etiopi

Anzi, più che una gara direi una esperienza indicibile – aggiunge Valentina Trapletti – Ho visto atlete fortissime concludere a malapena il percorso che, tra parentesi, si è svolto unicamente all’aperto. Alcune di loro hanno barcollato, altre non ce l’hanno fatta e sono cadute a terra stremate. Non è stata solo Sara Dossena a evidenziare che qualsiasi preparazione è inadeguata ad affrontare una competizione simile. Le stesse etiopi, ed è tutto dire, hanno sottolineato che in condizioni simili nel loro paese non gareggiano. Ed essere riuscita ad arrivare davanti ad atlete di valore come la lituana Zivile Vaiciukeviciute  e la spagnola Laura Garcia Caro mi fa pensare di avere fatto bene

Verso Tokyo 2020

Quest’anno c’è l’appuntamento con le Olimpiadi, a Tokyoconclude Valentina Trapletti – Da questo mese cominceranno le gare di preparazione. Come mia abitudine farò tante gare come allenamento e test per trovare la forma giusta. A cominciare da Grosseto nel mese di gennaio per proseguire con il Campionato Italiano a marzo, la 20 km di Bergamo, i Campionati Mondiali a maggio in Bielorussia. Oltre ad una gara internazionale e qualche raduno con la Fidal. Per fortuna la 20 km si disputerà a Sapporo, a 800 km dalla capitale nipponica. Dovrebbe esserci un clima più fresco, anche se poi è tutto da verificare. Ciò che spiace è dover gareggiare lontano dalla atmosfera olimpica. Entrare nello stadio a fine gara sarebbe stata una emozione bellissima

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