Powervolley Milano al tavolo delle grandi: Roberto Piazza “Stiamo mettendo la testa fuori dal guscio, poi…” la nostra intervista
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Allianz Powervolley Milano che punta a sedersi al tavolo delle grandi della pallavolo italiana in modo permamente. Per il momento il terzo posto in classifica in Superlega le permette di guardare dall’alto in basso molte formazioni e, nel contempo, di fare l’occhiolino a quelle che fino a qualche mese fa sembravano lontanissime. Merito soprattutto, ma non solo, di Roberto Piazza e del suo staff. Un coach capace di non farsi distrarre dai suoi impegni di ct dell’Olanda. Di non demoralizzarsi per i due mesi passati senza centrali. Di non cadere nello sconforto se l’Allianz Cloud ancora non risponde come in molti vorrebbero. Perché la sua Powervolley è lì, terza, davanti a Trento e dietro alla schiacciasassi Civitanova e a sole tre lunghezze da quella Perugia già battuta in terra umbra.

Coach Roberto Piazza, questo 2019 si è chiuso come se l’aspettava?

“Assolutamente sì, il bilancio è ovviamente molto positivo. Anche in virtù di quello che ci è capitato (gli infortuni di Piano e Alletti, ndA)”.

Giocare due mesi senza centrali ed essere terzi, avete fatto un miracolo?

“No, ma quello che ci è capitato ci ha permesso di unirci ancora di più e trovare altre soluzioni. Uno scivolo ideale per il 2020. La cosa che mi interessa di più in assoluto è vedere la reazione agli stimoli della squadra”.

A proposito di reazione agli stimoli: il 3-0 di Santo Stefano contro Monza è un segnale ben chiaro…

“Abbiamo iniziato il girone di ritorno con un passo buono, recuperando un set dopo che eravamo sotto di quattro punti e ad un passo dal cederlo. Siamo contenti di quanto fatto. Ma dobbiamo mantenere i piedi ben saldi a terra. Siamo una squadra che si sta evolvendo e questo mi piace”.

Si tornerà in campo solo il 16 gennaio, questa lunga pausa può essere deleteria? 

“Non credo. Di certo il mese di gennaio sarà determinante. Avremo tanti appuntamenti ravvicinati: il 16 a Civitanova e poi tre gare di fila in casa. Contro Ravenna, Trento per la Coppa Italia e Perugia. E lì capiremo chi siamo e cosa vogliamo da noi stessi”.

Ormai si può dire che Milano si è seduta al tavolo delle grandi? 

“Che siamo seduti non ancora, in questo momento  diciamo stiamo cercando di mettere la testa fuori dal guscio. Poi però bisogna far passare le spalle, sarà quello il momento importante”.

La volontà, però, appare chiara…

“Siamo lì, inutile negare l’evidenza”.

Eppure il presidente Lucio Fusaro ha sempre detto , forse in modo fin troppo scaramantico, che quest’anno non vincerete lo Scudetto

“Se lo dice lui che è il Presidente, chi sono io per contraddirlo (ride, ndA)?”.

Una Milano dura a morire e che non sembra più Nimir dipendente

“Credimi, Nimir è meglio averlo… certo, abbiamo capito che non dipendiamo da lui. Perché abbiamo un Clevenot che fa cose che in pochissimi possono fare. Un Petric di sostanza che non a caso ha vinto l’Europeo. Sbertoli e Pesaresi in continua crescita. Un Gironi sempre utile alla squadra… siamo un team bellissimo”.

E al 2020 cosa chiede? 

“Di Continuare così”.

Solo? 

“Sì, di continuare così. E poi vedremo cosa accadrà”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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