Daniele Colli: “Una vita da gregario”

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, in collaborazione con AT Milano, con l’Istituto Universitario-Scuola Superiore di Mediazione linguistica CIELS Milano, La CroSS (Associazione Cronisti e Storici dello Sport), gli Istituti superiori Gentileschi e Cardano di Milano e Stefilm (produttore italiano di DocuFilm), ha organizzato una mattinata di aggiornamento dal titolo “Wonderful Losers: dal film che fa bene al ciclismo al confronto sull’etica nello Sport”. Oltre agli interventi di esperti del mondo dello Sport, è stato proiettato il docufilm “Wonderful Losers”. Racconta il mondo dei gregari del Giro d’Italia, la volontà e la devozione di atleti che non vincono mai, ma sono disposti a dare il massimo. Il protagonista è Daniele Colli, ex corridore che si è raccontato ai microfoni di Milano Sportiva.

L’intervista a Daniele Colli

Gregari un po’ si nasce e un po’ si diventa. Se non sei un campione puoi comunque trovar la tua strada e ritagliarti un ruolo che è redditizio. Ci sono stati tanti film e libri sul ciclismo ma stavolta è diverso. Il regista ha voluto prendere la parte sacrificata, mai messa in luce, ma che fa la differenza”.

La carriera

“La mia vittoria più significativa è stata al giro della Cina, dopo la frattura al braccio al Giro d’Italia. Io la vedevo come un obiettivo possibile. Non sarà una Sanremo ma quando ho alzato le braccia al cielo sul tragurdo ho pensato a quanto strada avevo percorso per arrivare fino a lì. Lo spirito da gregario sicuramente aiuta a superare le difficoltà. Io ho sempre voluto aiutare gli altri. Raggiungere il successo è anche aiutare qualcun altro a raggiungere il successo. Un amministratore delegato non ce la farebbe mai senza i suoi operai”.

Daniele Colli oggi

Ora lavoro per Autogrill, sono reponsabile di servizio a Malpensa. Continuo a correre ma con obiettivi diversi (ride, ndr). Seguo ancora il ciclismo. Ho anche partecipato al Giro d’Italia con le bici elettriche, un nuovo format pensato anche per aiutare chi non riesce a scalare certe montagne con le bici normali. Io adesso non ho più tempo per praticare davvero il mio sport ma appena posso ci provo e salgo in sella anzichè in macchina”.

I gregari

“Negli ultimi anni, soprattutto col Team Sky di Froome che ha massacrato il ciclismo, è cambiato tutto. Hanno acquistato corridori fortissimi utilizzandoli come gregari. Una volta lo si faceva col cuore ora molti lo fanno per soldi. Ci sono gregari da un milione e mezzo all’anno di stipendio mentre quando correvo io gente come Cipollini e Di Luca non arrivava al milione”.

I campioni

Nibali mi è sempre piaciuto tanto, è stato un amico e lo stimo. Siamo stati insieme anche in nazionale. E’ il più forte di questi anni. E’ una persona semplicissima, come tutti in questo mondo. Il mio mito era Cipollini ma stimo tutti, dal primo all’ultimo. Che fa più fatica del primo.”

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