Challenge Cup e coronavirus: Powervolley Milano, doppio impegno in Estonia

Si giocheranno entrambe in Estonia le gare dei quarti di finale di Challenge Cup tra l’Allianz Powervolley Milano e il Saaremaa. Dopo il rinvio del match di andata, che era inizialmente previsto per lo scorso 26 febbraio al Centro FIPAV Pavesi di Milano, ora questo nuovo assetto, che ricorda quanto già accaduto sempre alla Powervolley in occasione delle due gare dei sedicesimi di finale di Challenge Cup contro il Durazzo.

Il coronavirus allontana la Powervolley Milano

In quell’occasione fu Milano ad ospitare per due giorni la formazione albanese. Oggi accade diametralmente l’opposto. Il rinvio del match del 26 febbraio si era reso necessario in seguito all’evolversi della diffusione del Coronavirus. E alla successiva ordinanza emanata dalla Regione Lombardia sulla “sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. Motivo per il quale le due società hanno deciso, di comune accordo e sotto la supervisione ed approvazione della CEV, la confederazione europea di pallavolo, di giocare le due sfide allo Sporthall di Kuressaare, in Estonia

Challenge Cup, le date delle due gare della Powervolley Milano in Estonia

Le gare si disputeranno il 4 marzo, con inizio alle ore 18 italiane e il giorno dopo, il 5 marzo. Con la prima battuta prevista per le ore 17. La vincente del doppio confronto sfiderà in semifinale o i portoghesi dello Sporting Club Lisbona o gli ungheresi del Penzügyör Budaspet. All’andata fu vittoria in trasferta di Lisbona per 3-2.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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