Leao, la faccia triste del Milan
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L’arrivo di Ibra e l’esplosione di Rebic hanno spedito in panchina il giovane portoghese

L’ultima partita da protagonista l’ha giocata l’11 gennaio, Cagliari-Milan 0-2. In quell’occasione Rafael Leao esordì al fianco di Ibrahimovic andando anche in gol. Paradossalmente, però, per lui quello fu l’inizio della fine perché l’esplosione di Ante Rebic lo ha lentamente relegato in panchina. E quindi prima il 3-2 all’Udinese in rimonta con la doppietta del croato subentrato dalla panchina (per il giovane portoghese 90’ anonimi), poi il successo per 1-0 a Brescia (con gol sempre di Rebic, subentrato al 58’ proprio al portoghese), la maglia da titolare contro il Verona (1-1 interno, polveri bagnate per lui) e i soli 12 minuti disputati contro l’Inter e il Torino, prima di rimanere tutto il tempo in panchina contro la Fiorentina.

Rafael Leao, da crack a panchinaro di lusso

Rafael Leao è la faccia triste del Milan di oggi. Perché se non entri nemmeno a dieci minuti dalla fine della partita di Firenze, con il Milan in vantaggio ma in affanno, vuol dire che proprio sei tagliato fuori dagli schermi di gioco ad oggi. Il cambio di modulo, è stato ripetuto a più riprese, non lo ha certamente aiutato, ma se sta giocando molto meno nelle ultime settimane non è solo colpa del 4-2-3-1 scelto da Pioli. Perché molto c’è anche del suo, di Leao, che ogni volta che è stato chiamato in causa è apparso svagato e poco determinato e quindi il tecnico milanista gli sta preferendo altri giocatori in questo momento.

Milan, il futuro è un rebus

Di certo Rafael Alexandre da Conceição Leão, noto semplicemente come Rafael Leão, di tempo per recuperare ne ha. La sua giovane età (è un classe 1999) è un alibi per giustificarne il rendimento così altalenante; lui che era arrivato quest’estate con credenziali molto promettenti: attaccante completo, rapido e veloce, molto fisico e bravo nel gioco aereo, abile nel dribbling e nell’uno contro uno, oltre ad avere buona tecnica individuale. Può giocare da prima o seconda punta o da esterno d’attacco con la medesima efficacia. E per le sue caratteristiche è stato paragonato, da alcuni, a Pierre-Emerick Aubameyang, uno che dalle parti di Milanello è transitato forse nel momento sbagliato.

Dopo Piatek, pronto a partire anche Leao?

Leao spera di poter dimostrare ancora il suo valore e lo stesso sperano anche in dirigenza. Perché non avrebbe senso crocifiggere un giocatore arrivato solo l’1 agosto scorso. E dietro un esborso totale da 30 milioni di euro, pagati al Lione per poterlo avere in squadra a titolo definitivo. Di certo, però, il giovane lusitano dovrà darsi una svegliata nel più breve tempo possibile, altrimenti rischia davvero di finire nel dimenticatoio. E al Milan hanno fatto vedere che anche l’ultimo arrivato, con l’offerta giusta, se non convince può partire. Chiedere a Piatek per avere un parere in merito; un giocatore che ha emozionato, meravigliato, deluso e alla fine lasciato il Milan. Tutto in soli 372 giorni.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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