L’impianto indoor del campo XXV Aprile cade a pezzi: impiantistica sportiva a Milano, un’altra brutta storia

L’impianto indoor del campo XXV Aprile di Milano cade a pezzi. È successo davvero, purtroppo non è frutto di nostra immaginazione. Anzi, a denunciare l’accaduto è stato direttamente Giovanni Mauri, Presidente FIDAL Lombardia: “Una storia brutta da raccontare, purtroppo una vergogna”, le sue parole tramite un articolo pubblicato sul sito di Fidal Lombardia.

XXV Aprile a pezzi, le foto dell’accaduto

Nella giornata di mercoledì 26 febbraio, caratterizzata da un forte vento ma non eccezionale, l’impianto indoor del campo XXV Aprile ha perso pericolosamente dei pezzi. Il tutto è stato testimoniato dal tecnico Alessio Conti, che ne ha scattato delle foto riportate qui sotto.

È un impianto ultimato ma non consegnato all’attività. E con una controversia legale in essere con l’azienda che lo ha costruito – precisa ancora Giovanni Mauri – È l’ultimo atto di una situazione che definire imbarazzante è poco. Una situazione che si trascina da anni (ci vorrebbe un libro per raccontare questa odissea impiantistica a danno dei nostri atleti e atlete e delle nostre società). E attualmente, senza sicure vie di uscita. Doveroso segnalare con forza i responsabili di questa situazione”.

È caccia ai responsabili 

L’impianto indoor del XXV Aprile ha una storia molto tormentata: “Un iter iniziato nel 2011 e che vede in “Milano Sport” e in “CONI Servizi” i principali “attori protagonisti”si legge ancora nella denuncia del presidente di Fidal Lombardia CONI Servizi ha espresso il progettista dell’opera e direttore dei lavori. A ”sovrintendere” i lavori Milano Sport (con diversi dirigenti succeduti da allora ad oggi). Sono stati commessi una sequela di errori infiniti (tutti documentabili e già segnalati nel tempo e per tempo). Andiamo con ordine: la struttura/contenitore dell’indoor è completamente inadeguata e lo segnalammo nel corso degli anni. Feci presente da subito (circa 3 anni fa) che era assurdo prevedere una sala muscolazione al primo piano (caso unico in Europa!); vi era la più completa ignoranza delle norme basilari e delle esigenze del nostro sport. Faccio alcuni esempi. Stavano per dimenticare, se non lo segnalavamo (in fase di posa del manto), le cassette di lungo, triplo e asta, i corpi illuminanti (fari) a ridosso del salto con l’asta”. 

Una via d’uscita per salvare l’impianto indoor del XXV Aprile

Quale può essere una via d’uscita per salvare l’impianto indoor del XXV Aprile? “Gli errori sono stati infiniti – ha proseguito ancora il presidente Mauri – i gradini della tribuna fuori norma, la casa del custode/segreteria non utilizzabile per tempo immemore perché si erano dimenticati di collegare gli scarichi… È triste pensare che opere pubbliche (realizzate con i soldi di tutti noi) necessarie per fare sport (che è con le società e i suoi allenatori una grande agenzia educativa e sociale) vengano trattate cosi! Non è rispettoso e corretto! Tutto questo è sempre stato segnalato per tempo a tutti gli attori di questa vicenda, in cambio ho ricevuto sorrisini o qualche imbarazzata risposta. Mai più così! Il nostro mondo merita rispetto”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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