Annullata la Stramilano 2020

Non c’è pace per Milano e per gli amanti dello sport. Dopo il calcio a porte chiuse fino al 3 aprile, arriva una nuova doccia fredda: annullata la Stramilano 2020. A comunicarlo è stato direttamente il comitato organizzatore della manifestazione podistica che, per eccellenza, rappresenta la città di Milano.

Annullata la Stramilano 2020 

A seguito della situazione sanitaria verificatasi e delle relative misure di contenimento del Coronavirus – si legge nella nota diffusa – la Stramilano, prevista per il prossimo 22 marzo, è rinviata a data da definire”. Poche righe per far capire come l’emergenza coronavirus sia ancora tra di noi e come un assembramento di oltre 60mila podisti sarebbe stato qualcosa difficilmente gestibile. “Ci scusiamo con i partecipanti, gli sponsor, i fornitori e i collaboratori, siamo certi che comprenderanno la necessità di adeguarci alle indicazioni ricevute per tutelare la salute di tutti noi. Ci auguriamo di poter comunicare la nuova data il prima possibile” ha concluso il comitato organizzatore della Stramilano. 

Quale futuro per lo sport a Milano?

Rimane da chiedersi quale sia ora il futuro dello sport a Milano. Archiviata la Stramilano, rimane in forse anche la Milano-Sanremo di ciclismo, per la quale il comitato organizzatore dovrebbe decidere in questi giorni. È chiaro, però, che a conti fatti rischia di saltare anche l’altra grande corsa podistica milanese, la Milano Marathon in programma, ad oggi, per domenica 5 aprile. Saranno settimane intense, dove il Governo e la Regione Lombardia saranno chiamate ad effettuare scelte sagge. Ma soprattutto a tenere in alta considerazione anche l’effetto economico negativo che un continuo blocco delle manifestazioni sta portando.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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