Powervolley Milano, senti Nimir: “Non vado a Trento” i tifosi sperano nella conferma

S’infiamma il mercato del volley e i tifosi della Powervolley Milano sognano che Nimir possa rimanere ancora all’Allianz Cloud. La tentazione Trento c’è, inutile negarlo, ma l’opposto olandese non ha ancora firmato nessun contratto. E lo ha ammesso direttamente lui, a margine delle due sfide disputate in Estonia per la Challenge Cup. Perché alla domanda ‘La storia del tuo trasferimento in Trentino è vera?’, la sua risposta è stata eloquente: “No, non lo è”.

Powervolley Milano, quale futuro per Nimir?

E Nimir ha poi proseguito: “Queste storie vengono raccontate continuamente. In questo momento sono completamente concentrato sul presente, siamo nella parte più importante della stagione”. Di certo l’affetto della città e dei tifosi di Milano potrebbe influire sulla sua decisione, anche se appare difficile che, senza un ritocco dell’ingaggio, la sua avventura sotto la Madonnina possa proseguire.

Dal Giappone a Trento, la storia di mercato di Nimir 

Nimir ha cambiato procuratore e questo nasce da lontano, dall’idea di accettare una ricca proposta pervenuta dal Giappone. Che poi così ricca non si è rivelata, perché i famosi 800mila dollari, alla fine, erano lordi e non netti. Motivo per il quale è rientrata in corsa in modo energico Trento, che sta sviluppando rapporti con il suo agente Georges Matijasevic per capire se può esserci uno sviluppo della trattativa.

In ballo circa 500mila euro

A conti fatti, però, l’ingaggio di Nimir potrebbe costare a Trento qualcosa come 500mila euro per il primo anno. Perché l’opposto olandese (che all’Allianz Powervolley Milano guadagna circa 250mila euro) ha anche un Buy out nel suo contratto in scadenza nel 2021 da 115mila euro. Cifra che andrebbe riconosciuta alla società di Lucio Fusaro a prescindere dall’accordo con Nimir. Il quale, chiaramente, potrebbe decidere di lasciare Milano dietro un’offerta vantaggiosa, perlomeno da 400mila euro. È altresì evidente che Trento perderà Luca Vettori come opposto, scaduto il contratto, motivo per il quale la trattativa, per forza di cose, va avanti. Perché l’interesse della squadra di Lorenzetti è molto più che concreto, le speranza di Milano potrebbero essere quelle di pareggiare l’offerta per dimostrare al giocatore e al suo agente che c’è un progetto di crescita in seno alla Powervolley.

Lo squadrone di Trento che ingolosisce Nimir 

Inutile negarlo, Trento è in procinto di allestire una squadra importante. E se dovessero arrivare Nimir e Lucarelli, tornerebbero a fregiarsi del titolo di favorita o, comunque, di formazione di primissima fascia. Quello che interessa oggi a Nimir, che vuole vedere riconosciuti i suoi step, importanti, di crescita. Il suo “No, non lo è” riguardo l’interesse di Trento può essere letta come frase di circostanza ma anche come volontà di lasciare una porta aperta a Milano. Tenendo conto anche che Perugia ha rinnovato con Atanasijevic, che Modena ha due opposti in casa (di cui uno è tale Zaytsev), che Civitanova ha perso Sokolov, andato a Mosca, ma può ragionare sulla conferma di Rychlicki e sull’ingaggio di Vettori e che Piacenza, dopo aver preso Trevor Clevenot  proprio da Milano, punta al tedesco Gotsev che giocava a San Pietroburgo. L’ultima rimasta scoperta è Trento. 

Allianz Powervolley Milano, ora che fai? 

In questo quadro rimane da chiedersi come agirà l’Allianz Powervolley Milano. Che potrebbe ragionare su Luca Vettori, certamente. Ma è evidente che se vuole confermarsi ad alto livello, Nimir è uno di quei giocatori che vanno tenuti. E che, soprattutto, non deve finire a Trento, squadra con la quale quest’anno ti stai giocando il quarto posto. Se io mi indebolisco e loro si rafforzano, non è un bel segnale. Senza dimenticare che, comunque, in caso di cessione Nimir andrebbe sostituito.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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