Coronavirus e Milano Quanta, parla coach Rigoni: “Pianificare gli impegni? Impossibile”

“Del doman non v’è certezza”, recitava così il buon Lorenzo il Magnifico nel lontano 1490. Mai versi, purtroppo, furono più attuali, soprattutto in questo delicato momento in cui l’hockey giocato lascia spazio alle notizie di attualità, legate al proliferare di casi di Covid-19, al secolo coronavirus.

Hockey inline fermo, il Milano Quanta riposa

E così, invece di parlare di tattiche e prepartita, alla vigilia della 14esima giornata del campionato di Serie A di hockey inline che avrebbe dovuto disputarsi a porte chiuse, tocca parlare di uno stop forzato che, come per altri sport, ha toccato anche l’inline. Mai come adesso è impossibile e impensabile fare programmi. Se, infatti, in data 3 marzo il comunicato ufficiale diramato dalla FISR recitava che “nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, fino al giorno 8 marzo incluso, tutte le partite devono essere disputate a “porte chiuse”, come previsto dal DPCM del 1° marzo 2020”, 48 ore dopo lo scenario che si è palesato era già mutato. Con nuove direttive, comunicate ufficialmente il 5 marzo. “La FISR, nell’interesse dei propri tesserati ed interpretando in maniera restrittiva le indicazioni governative per la lotta al Coronavirus, ha deciso di sospendere su tutto il territorio nazionale, in via cautelativa, ogni attività federale da oggi e fino a domenica 15 marzo 2020”.

Quando recuperare la Serie A di hockey inline?

Niente più ripresa del campionato di serie A, quindi, niente gare a porte chiuse, niente di niente, insomma. Tutti fermi, ai blocchi di partenza, per la terza settimana consecutiva, in attesa di capire come si evolverà questo scenario. Anche in casa Milano Quanta, quindi, non resta che aspettare. Si cerca di capire come muoversi e come programmare i prossimi giorni ed eventuali sedute tecniche, anche se fare previsioni è pressoché impossibile. Lo sa bene coach Luca Rigoni che ora si trova a cercare di districarsi tra domande e amletici dilemmi. Si tornerà a giocare? Quando? Si porterà a termine la stagione?

Milano Quanta, tanti impegni da recuperare

La final four di Coppa FISR verrà mai disputata? E i prossimi impegni sono confermati? (Coppa Italia a fine marzo ed European League ad aprile ndr). I dubbi sono molti, le risposte purtroppo non ci sono, come conferma il tecnico dei meneghini: “Mi sono confrontato con il direttore tecnico, Riki Tessari, siamo d’accordo che ci aggiorniamo a fine weekend per capire come impostare il lavoro dei prossimi giorni. Dobbiamo cercare di continuare ad allenarci pur non sapendo come si evolverà la situazione. Purtroppo ora non si possono fare programmi certi né previsioni a lungo termine e questo per uno come me che è abituato a pianificare un’intera stagione non è la migliore delle cose. In questo momento non abbiamo risposte certe, nessuno le ha, forse torneremo a giocare tra 15 giorni, forse no, forse salteranno alcune competizioni in calendario, forse no. Dobbiamo monitorare quotidianamente l’evolversi della situazione”.

Nell’hockey ghiaccio annullati sei mondiali

Scatta però un paragone d’obbligo con quanto sta succedendo nel mondo del ghiaccio dove, ad oggi, sono stati annullati 6 mondiali in programma a marzo (4 competizioni under 18 che si sarebbero dovute disputare in Estonia, Bulgaria e Lussemburgo e 2 femminili previste in Polonia e Spagna). Mentre resta al momento in calendario l’appuntamento con i mondiali under 18 a metà aprile ad Asiago. Che sia un segnale per una possibile ripresa delle attività tra un mese? Che possa essere un auspicio perché le competizioni in programma anche in ambito inline, su tutte la Champions, non vengano cancellate? Chissà… l’unica certezza è che il puck resterà fermo fino al 15 marzo, per il resto c’è da portare pazienza. 

Intervista di Cristina Lupi

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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