Calciomercato Milan: il piano di Gazidis
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E ora toccherà a lui, Ivan Gazidis. Venuta meno la figura di Boban, con Maldini e Massara che appaiono prossimi alla dipartita, è il dirigente sudafricano l’uomo forte del nuovo corso del Milan. Che, per ovvi motivi, non può che affidarsi all’unico interprete che gode della piena fiducia del proprietario, il fondo Elliott.

Il Milan di Gazidis ha le idee chiare

Di certo la sconfitta di domenica contro il Genoa a San Siro (1-2) ha fatto sprofondare il Milan in una crisi che mette a rischio anche la mera qualificazione all’Europa League, obiettivo più che minimo di una stagione che era cominciata, così come le ultime, con l’intento di tornare addirittura in Champions. È chiaro, però, che per mantenere vive le speranze di centrare un qualsiasi obiettivo europeo servirà chiarezza fin da subito o il rischio è il caos dentro e fuori dal campo. Perché la settimana di battaglie societarie, sfociata con il licenziamento in tronco di Boban, ha mostrato di essere entrata appieno nella testa dei giocatori, apparsi spaesati e senza grinta di fronte ad un Genoa di certo non arrembante. Lui però era lì, Ivan Gazidis. In tribuna, da solo, senza nessuno al suo fianco.

Il dirigente sudafricano in tribuna da solo

Le assenze di Maldini e Massara, ufficialmente per motivi di salute, hanno stonato con quanto visto fino ad una settimana prima, quando sugli spalti erano invece presenti tutti i dirigenti ogni domenica a seguire la partita. Un’immagine triste, che fa irritare i tifosi rossoneri che continuano a non recepire nessun messaggio dalla proprietà (il fondo Elliott), la quale persevera nel suo silenzio e lascia fare al dirigente sudafricano, che di questo Milan ora ne è l’anima. Il club non può permettersi un altro anno zero, ma è chiaro se terminasse il campionato ora il Milan sarebbe fuori dall’Europa.

Saltare l’Europa League, un bene per il Milan

E non qualificarsi in Europa League potrebbe tradursi anche in un vantaggio per i rossoneri, che potrebbero rimandare il discorso Financial Fair Play con la UEFA di un’altra stagione. Perché dietro a tutto questo c’è la filosofia di Gazidis, che di chiarezza nel suo agire non sembra proprio averne bisogno: si prende la scena dopo tanti (forse troppi) mesi di silenzio, con idee ben chiare e obiettivi precisi. Il ritornello è sempre lo stesso: volontà di riportare il club ai massimi livelli con investimenti responsabili, sempre nel pieno rispetto però delle norme del fair play finanziario. E un mix di gioventù ed esperienza, proprio quanto chiedevano a gran voce Maldini e Boban.

Gazidis ha scelto, sarà Rangnick il nuovo allenatore

L’impressione è che si sia buttata al vento un’altra stagione anche se da Casa Milan filtra che, invece, c’è grande ottimismo per queste ultime dieci giornate di campionato. Durante le quali verrà data massima fiducia a Stefano Pioli: “Lui e il suo staff stanno facendo un ottimo lavoro, migliorando costantemente il rendimento della squadra – ha ribadito Gazidis qualche giorno fa – e godranno del nostro massimo sostegno”. In questo momento di incertezza sul futuro, però, anche il lavoro di Pioli ne risente: l’allenatore sta avendo meno presa sulla squadra anche perché Gazidis, stante i rumors di mercato, avrebbe scelto Rangnick per il futuro, nonostante le smentite che provengono da Casa Milan (“Poche possibilità che venga in Italia” si apprende).

Via all’ennesima rivoluzione

Nonostante le rassicurazioni dell’Ad sudafricano, dunque, l’allenatore si sente delegittimato. In campo è sembrato un Milan senza la rabbia agonistica che avrebbe dovuto avere, una squadra dove solo Ibrahimovic sembrava il solo a fare la differenza. Una squadra disunita, allo sbando, che ora dovrà ritrovare la propria anima per giocarsi al meglio le restanti gare di campionato. E provare a chiudere nel migliore dei modi la stagione, prima che in estate parta la terza, consecutiva, rivoluzione. Il che, forse, non è proprio un bene per la squadra.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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