Calciomercato Milan: via in sei, saluta anche Ibrahimovic
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Rinnovi, addii, nuovi acquisti. Si preannuncia una calda e rivoluzionaria estate in casa Milan; l’ennesima, verrebbe da dire, guardando il recente passato di un Diavolo che non riesce proprio a trovare stabilità. Il calcio è fermo, al netto della crisi mondiale che si sta vivendo attorno alla diffusione del coronavirus, e la dirigenza inizia a sondare il terreno per comprendere quale potrà essere il futuro di molti giocatori rossoneri.

Biglia e Bonaventura, sarà addio

Perché a salutare, in estate, potrebbero essere addirittura in sei: Biglia e Bonaventura andranno a naturale scadenza di contratto e, al momento, per loro non è previsto che l’avventura in rossonero continui. E poi ci sono Begovic, Kjaer e Saelemaekers, tutti arrivati in prestito a gennaio: all’orizzonte appare difficile che il Milan possa impegnarsi economicamente per un loro riscatto. Infine c’è lui, Zlatan Ibrahimovic. L’artefice della rinascita rossonera, il vecchietto chiamato da Boban e Maldini per spronare un gruppo fin troppo giovane, la punta di diamante della scuderia di Mino Raiola, uno che nelle prossime settimane sarà chiamato ad un faticoso andirivieni in via Aldo Rossi.

Ibrahimovic ma non solo, il gran lavoro di Mino Raiola

Detto di Bonaventura (altro suo assistito), oltre ad Ibrahimovic sul banco delle trattative ci saranno anche Romagnoli e i fratelli Donnarumma. Ibrahimovic vuole prima capire bene quali saranno i progetti futuri del club, per poi eventualmente accettare un rinnovo. Il Milan ha capito sul campo l’importanza dello svedese e vorrebbe offrirgli un prolungamento del contratto. Ma sarà lo stesso giocatore a decidere in autonomia, dopo un colloquio con Gazidis, del suo futuro. Quattro gol in dieci partite e un’iniezione di fiducia ad una squadra che appariva senza mordente. Saranno il bigliettino da visita che lo svedese mostrerà al dirigente sudafricano. Anche se difficilmente lo svedese resterà senza Boban e Maldini, i due che l’avevano fortemente voluto in rossonero.
Chi partirà quasi sicuramente è Antonio Donnarumma. Mentre per il fratello Gigio si aprirà il discorso legato al rinnovo. Il giocatore è in scadenza di contratto al 30 giugno del 2021 e il Milan non può rischiare di perderlo l’anno prossimo a cifre contenute.

Calhanoglu e Musacchio verso l’addio

O, addirittura, a costo zero qualora dovesse arrivare alla naturale scadenza dell’accordo. C’è bisogno di trovare subito un’intesa, magari ragionando anche in ottica di una sua possibile cessione estiva. Che potrebbe portare nelle casse societarie la liquidità necessaria per ben figurare agli occhi della Uefa. Un discorso simile andrà affrontato anche con Calhanoglu e Musacchio, entrambi in scadenza nel 2021. Oltre che con Rebic per il quale terminerà il prestito biennale dall’Eintracht Francoforte. Gli addii di Begovic, Antonio Donnarumma, Kjaer, Biglia, Bonaventura, Saelemaekers e Ibrahimovic, potrebbe portare il Milan ad avere, all’1 luglio prossimo, solo 21 giocatori in rosa. Che potrebbero diventare addirittura 18 se Reina, Halilovic e Rodriguez, di rientro dai prestiti rispettivamente all’Aston Villa, all’Heerenveen e al Psv Eindhoven, riuscissero a trovare un’intesa con le società attuali per proseguire la loro avventura.

Una nuova rivoluzione in pieno stile Fassone-Mirabelli

Un quadro che, inevitabilmente, porterebbe la dirigenza ad acquistare in massa altri giocatori. Fermo restando che qualcun altro potrebbe essere a sua volta ceduto in chiave di calciomercato (Musacchio e Calhanoglu i papabili all’addio, ma tra i possibili partenti potrebbe figurare anche il capitano Romagnoli). È verosimile, dunque, che in estate possano arrivare una decina di nuovi giocatori, proprio come capitato in quel nefasto 2017 targato Fassone-Mirabelli. I tifosi sperano che, perlomeno, i risultati sul campo possano essere differenti.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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