Junior Tennis Milano, Piscopo: “E’ come un’università”

La vita di Fantasio Piscopo è legata a doppio filo al Junior Tennis Milano. Da giocatore prima e da direttore tecnico poi, è stato portacolori del club di via Cavriana. Come ha raccontato lui stesso al sito ufficiale del club.

Le parole di Fantasio Piscopo

La sua carriera col Junior Tennis Milano iniziò dopo il trionfo nella Coppa Lambertenghi, quando decise di lasciare il Tc Milano, per iniziare una nuova avventura. “Era il 1979. Lo Junior rappresentava un autentico punto di riferimento ed io che ero numero uno d’Italia volevo giocare lì. Si chiama Junior, ma per me è una sorta di università del tennis. Un luogo per certi versi unico dove non ci sono soci o attività sociale e dove ci si può concentrare al 100% sull’insegnamento, dalla scuola tennis fino all’agonistica. Per uno come me è il massimo, ed è per questo che quando si è presentata l’occasione di poter tornare come direttore tecnico non ci ho pensato due volte e ho accettato”.

Direttore tecnico

“Per me è stato un ritorno a casa, ma anche una grande responsabilità – ha aggiunto parlando del suo nuovo ruolo, iniziato nel 2018 -. Qui non devi solo essere maestro, ma insegnante, è difficile ma molto stimolante. Lavorare per il bene dei ragazzi significa prendere decisioni a volte anche impopolari, ma nel tennis la componente psicologica e motivazionale è troppo importante e io e i miei collaboratori abbiamo il dovere di comprenderla e gestirla al meglio. Devi insegnare al ragazzo non solo gli aspetti tecnici, ma lo devi far crescere, maturare aiutandolo ad essere sempre più indipendente dal maestro”.

Lo Junior Tennis Milano oggi

Fantasio Piscopo è sempre più convinto della bontà della sua scelta. “Qui ho l’opportunità di lavorare dedicandomi all’insegnamento al 100% e per la mia filosofia di lavoro questo è il massimo. E posso farlo grazie anche al supporto e alla passione di persone come Filippo Maltempi che per me è fondamentale. Qui allo Junior contano gli obiettivi, ma anche il modo in cui ti prepari per raggiungerli e questo ci permette di innalzare il livello medio di tutti e di aiutare i ragazzi a migliorare come tennisti e crescere come persone”.

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