Coronavirus, hockey su ghiaccio in lutto: è morto Sergio Freda

Non ce l’ha fatta Sergio Freda, fondatore dell’Hockey Como, già ex Diavoli Milano, Valpellice e Bergamo, morto a causa del coronavirus. Con lui se ne va un pezzo importante dell’hockey su ghiaccio lombardo e non solo, un personaggio che aveva unito tante tifoserie e saputo portare l’hockey in una città, Como, non di certo patria di una lunga tradizione.

Il coronavirus ha ucciso Sergio Freda

Non ce l’ha fatta Sergio Freda, classe 1946. Ad annunciarlo è stata la stessa Hockey Como, che ha ricordato il pioniere dell’hockey lombardo con una nota sul proprio profilo Facebook ufficiale. La stessa società lariana aveva già dovuto accusare un altro lutto, sempre a causa del coronavirus: il dottor Luigi Frusciante, scomparso a 71 anni, medico sostituto durante le partite della prima squadra e dell’Under 19. 

L’ultimo saluto dell’Hockey Como 

Ecco l’ultimo saluto dell’Hockey Como al suo fondatore Sergio Freda: “Classe 1946, Freda è ricordato per essere stato il fondatore del nostro club nel 1971, ricoprendo un ruolo fondamentale per l’hockey lariano, insieme a Marco e Andrea Lusena, Mario Bedogni, Cesare Bressan e Luigi Rivolta. Ex giocatore dei Diavoli Milano, Como, Valpellice, Bergamo, appesi i pattini al chiodo nell’anno 2010 è stato consigliere del settore hockey nel Comitato Regionale della Lombardia. Dirigenti, allenatori ed atleti sono vicini alla famiglia del caro Sergio per la perdita del nostro fondatore”.

Hockey su ghiaccio, il saluto a Luigi Frusciante 

Questo invece il ricordo del club lariano per il dottor Luigi Frusciante. “Ci uniamo al dolore della famiglia per la prematura perdita del caro Dottor Gigi. Medico sportivo, da anni impegnato anche nella Commissione Antidoping, con l’entusiasmo che lo contraddistingueva si era sempre reso disponibile con la nostra Associazione come medico sostituto durante le nostre partite senior IHL o Under 19. R.I.P.”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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