Softball e baseball, quando si gioca? Tutto dipende dalle Olimpiadi di Tokyo 2020

I campionati italiani di softball e baseball potrebbero disputarsi prima o dopo l’estate, molto dipenderà dalle Olimpiadi di Tokyo 2020. In questo periodo di piena emergenza da coronavirus, non c’è pace per nessuno sport, che ha visto ribaltare completamente i propri piani. E quest’emergenza sanitaria mondiale sta mettendo a rischio tutta l’attività del 2020, tanto che ad oggi appare difficile prevedere quando si ripartirà. 

Softball e baseball, quando si giocherà nel 2020? 

Una cosa appare certa, tutto ruota attorno alla data di disputa delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Se i giochi olimpici dovessero essere confermati per i mesi di luglio e agosto, la stagione di softball slitterebbe a dopo l’evento a cinque cerchi. Troppo stretti i tempi per poter disputare anche solo la regular season. Perché ad oggi il campionato sarebbe dovuto cominciare a metà aprile ma è chiaro che, visto l’emergenza coronavirus, così non sarà. I tempi, insomma, sarebbero strettissimi. Il discorso sarebbe totalmente differente se, come appare, i giochi olimpici dovessero slittare in autunno o addirittura essere disputati nel 2021 o 2022. In questo caso si potrebbe giocare in estate per concludere il tutto, senza pause, anche verso i primi di ottobre.

Nessun problema per le serie inferiori e il baseball

Un problema che riguarderebbe, di fatto, solo la Italian Softball League. Perché dalla A2 in giù tutto sarà legato solamente all’evolversi dell’emergenza sanitaria in Italia. Anche qui, però, appare difficile che si possa giocare ad aprile, con l’inevitabile slittamento dell’inizio della stagione. E riformulazione dei calendari. Discorso simile per il baseball, che a differenza del softball non è inserito nel programma olimpico.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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