Coronavirus, Melloni: “Mi sento molto fortunato, sono tornato a casa”

Il post su Facebook direttamente dalla sua camera dell’Ospedale Sacco di Milano ha fatto il giro del web. Edoardo Melloni, atleta del CUS Pro Patria Milano di 29 anni, ha contratto il Coronavirus. Ora che il peggio sembra alle spalle, sul sito della sua società in una lunga intervista ha raccontato come sta proseguendo la sua vita, a casa.

Edoardo Melloni e il Coronavirus

“In queste settimane è successo di tutto. È davvero una cosa pazzesca pensare come la vita può cambiare da un giorno all’altro. Per questa stagione avevo deciso di dedicare più tempo agli allenamenti, motivo per il quale ho deciso di trascorrere un periodo in Kenya per allenarmi in altura e prepararmi ai Campionati Italiani di Cross, poi cancellati proprio nel weekend che ha preceduto il mio ricovero, quando già non stavo benissimo. Il secondo obiettivo stagionale erano i Campionati Assoluti di Ancona, a cui sono riuscito a partecipare”.

Il contagio

“Sono un ingegnere chimico, la mia attività è ritenuta tra quelle essenziali perché lavoriamo alla produzione del liquido per le risonanze magnetiche. Per noi non è semplice attivare lo smart working. Mi sono sempre recato al lavoro con l’auto aziendale, prestando la massima attenzione, fino al 9 marzo quando con il cliente, vista la situazione, abbiamo deciso di rallentare. Vivendo in una zona di Milano dove è difficile parcheggiare, ho deciso di riportare la macchina aziendale, tornando poi a casa in metropolitana. Tre giorni dopo ho iniziato ad avvertire i primi sintomi”.

Il ricovero

“Erano sintomi leggeri, pensavo a una normale influenza. Un po’ di tosse e la febbre intorno ai 37,5°. Mia mamma era invece già preoccupata che avessi contratto il Covid-19, ma al telefono ho cercato di tranquillizzarla. La tosse è diventata sempre più forte, al punto che di notte mi svegliavo per dei prolungati attacchi che duravano anche per diversi minuti. Ero costretto a star seduto e non sdraiato, quasi arrivavo alle lacrime dal dolore. Con l’aumento anche della febbre, il mio medico di base mi ha prescritto lo sciroppo, ma la tosse non andava via. La situazione è andata avanti fino a domenica 15 marzo, quando la tosse è diventata talmente forte al punto che mi sono anche trovato a sputare del sangue. Alla luce di questo mi hanno portato al pronto soccorso del Sacco. Mi hanno sottoposto a Raggi X e tampone: il primo ha evidenziato una polmonite in corso, il secondo ha dato esito positivo al Covid-19. Visti i referti l’infettivologo ha deciso di ricoverarmi per non peggiorare la mia polmonite. Lì è cominciata la mia degenza e dalla prima notte mi hanno somministrato una terapia sperimentale. Si è trattato di un ricovero per monitorare e prevenire”.

Il ritorno a casa

“Da un lato mi ritenevo molto sfortunato, perché da quello che si leggeva, il Coronavirus era una malattia che colpiva molto più gli anziani. Poi però ho letto anche le notizie di ventenni e trentenni in terapia intensiva, di ragazzi di 34 anni morti senza alcuna patologia pregressa. E allora penso di esser stato anche molto fortunato perché non sono stato mai veramente male. Ma se sarai fortunato o sfortunato, non puoi saperlo prima. Puoi contrarre il Covid-19 ed essere asintomatico, oppure sviluppare una polmonite in forma grave ed essere intubato. Bisogna evitare a tutti costi di essere contagiati e l’età non conta: potrebbe passare come passa un raffreddore, ma potrebbe anche non essere così. E a priori non ci è dato saperlo”.

News Reporter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi