Una foto per la vita: anche i fotografi a sostegno di chi lotta contro il coronavirus
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Un progetto, denominato “Una foto per la vita”. Un’idea, un format che punta ad unire i fotografi italiani. L’obiettivo finale è contribuire concretamente, attraverso l’arte e le immagini, e sostenere economicamente enti e ospedali che in questo momento sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus per salvare vite umane.

Una foto per la vita, una foto contro il coronavirus

Nel concreto accade che ciascun fotografo metterà a disposizione la sua professionalità, il suo tempo e la sua creatività, offrendo servizi fotografici di ritratto con sessioni da 30 minuti o un’ora, il cui valore economico sarà interamente e direttamente devoluto dal cliente a enti o ospedali italiani impegnati su questo fronte. “Personalmente avevo già il desiderio di poter fare qualcosa – ci racconta Chiara Barbieri, una delle fotografe di Milano che ha deciso di unirsi al progetto Una foto per la vita – nella mia vita ho già svolto attività di volontariato. Questa volta però è un po’ diverso, perché non posso essere utile sul campo. Inoltre noi fotografi non possiamo nemmeno fare reportage, è una situazione nella quale ti senti friggere. E quindi quando ho incrociato questo progetto, ho aderito subito”.

Chiara Barbieri

Come funziona “Una foto per la vita” 

Il progetto è molto semplice. Il fotografo si registra sul sito e propone i suoi servizi. In automatico si crea una mappa per geolocalizzare lui e i suoi colleghi. Così che il cliente può scegliere a quale professionista appoggiarsi. Ad oggi oltre 160 professionisti hanno deciso di far parte di quest’iniziativa. “In questo periodo si cerca di aiutarsi – prosegue ancora Chiara Barbierila fotografia è uno di quei lavori che fai da solo. Dove hai un sacco di spese e se non lavori ti prende lo sconforto. Anche i matrimonialisti, ad esempio, in questo periodo hanno visto molte prenotazioni cancellate o spostate”.

Andare oltre la quarantena 

Rimanere chiusi in casa causa quarantena non aiuta. “Questo progetto però va oltre, perché l’idea è far pervenire i soldi subito agli enti. Noi non prendiamo nemmeno un euro, la cosa è totalmente trasparente. Ogni fotografo può decidere a chi far pervenire i soldi ricavati dalle prenotazioni dei suoi servizi. Io, ad esempio, ho optato per Protezione Civile e Ospedale Sacco”. Qual è il meccanismo dietro “Una foto per la vita”? “Una volta acquistato il servizio, il cliente riceve un voucher, che sfrutterà una volta che potremo tornare a fissare incontri e lavorare a regime”. 

Voglia di rinascita

Chiara Barbieri prosegue: “Noi siamo creativi, in questo caso vorremmo che si potesse celebrare la rinascita, che si arrivi alla soluzione di questo brutto incubo che stiamo vivendo. L’idea è che famiglie, coppie, singoli e tutti quanti possano, con noi, celebrare la gioia dell’aver superato questo momento”. Qual è la foto che Chiara Barbieri vorrebbe scattare quando tutto questo finirà? “La vita, il momento della nascita, del parto. Non mi è mai stato possibile farlo, ma è l’immagine che più di tutte può darci il vero senso della rinascita. E poi gli abbracci, quelli mancano a tutti. Vorrei poter fare scatti di reportage quando le persone saranno con me, cercherò di rievocare in loro la brutta sensazione che abbiamo avuto e la forza che abbiamo trovato per superarla. Con musica di sottofondo, abbracci, sorrisi e quant’altro. Abbiamo bisogno del contatto fisico”.

Il sito ufficiale e come aderire

Il sito ufficiale del progetto si trova a questo indirizzo: www.unafotoperlavita.it. Qui, invece, la pagina Facebook dedicata: www.facebook.com/unafotoperlavita/. Su entrambe le pagine troverete tutto quello che c’è da sapere sul progetto “Una foto per la vita”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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