Le emozioni della carriera nei ricordi di Ivano Bordon (quarta parte)
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Quarto e penultimo capitolo dell’intervista a Ivano Bordon, Nelle righe che seguono. l’autore del libro “In presa alta” ci racconta la sua carriera di preparatore dei portieri. Dalle prime esperienze in Solbiatese con l’amico Gabriele Oriali, che del libro ha curato la prefazione, all’arrivo a Torino dove conquista la coppa dalle grandi orecchie sfiorata ventiquattro anni prima da giocatore. Una carriera che prosegue tra Torino e Milano, sempre e comunque protagonista in Europa. Cliccare qui per leggere la prima parte. cliccare qui per la seconda parte, cliccare qui per la terza parte.

La telefonata di Lele Oriali

Un futuro senza pallone non mi spaventa ma ci sono cose che fanno parte di me. Sensazioni che hanno scandito ogni attimo delle mie giornate, dall’adrenalina che ti sale e scende prima e dopo un match ai battiti del cuore prima del fischio d’inizio, chissà forse anche le critiche”. Nell’estate 1989 arriva la telefonata di Gabriele Oriali. “Mi vuole alla Solbiatese, della quale è direttore generale. Giocare a trentotto anni in mezzo ai pali però è dura, meglio fare il preparatore dei portieri. A settembre faccio quindi il corso di allenatore a Coverciano, con me nel gruppo ci sono anche Alessandro Scanziani, Carlo Muraro, Alberto Zaccheroni”

L’esordio come capo allenatore

Quattro anni a Solbiate dei quali uno da dirigente. “Con Lele costruiamo un bel progetto ma alla fine cedo alle lusinghe di Azeglio Vicini, nuovo mister dell’Udinese. Al mio debutto come capo allenatore, il 23 gennaio 1994 all’Olimpico contro la Roma, ricevo i complimenti di Carlo Mazzone, mister giallorosso. Ma non fa per me

Preparatori dei portieri a Torino, la rivincita in Champions con l’Ajax

Giovanni Trapattoni chiude il suo percorso alla Juventus, gli subentra Marcello Lippi reduce da un ottimo biennio con Atalanta e Napoli. “Con lui siamo sempre rimasti in ottimi rapporti, a Genova ci siamo frequentati spesso e conosco il suo valore come tecnico e come uomoA Torino, Ivano Bordon inizia una nuova carriera. “Negli anni lavoro con professionisti del calibro di Angelo Peruzzi, Michelangelo Rampulla, Morgan De Sanctis. La società ha una organizzazione incredibile e Marcello ha idee innovative. In quattro anni vinciamo tutto, in Italia ed Europa. Anche quella Champions League che mi era sempre sfuggita da giocatore. Il 22 maggio 1996 mi prendo la mia rivincita personale con l’Ajax che ventiquattro anni prima mi aveva negato la gioia di alzare la coppa al cielo

Forti in campionato ma è in Europa che arrivano le delusioni

La vittoria nella Coppa Intercontinentale, il 25 novembre 1996 a Tokyo contro il River Plate, e quella della Supercoppa Uefa contro il Paris St. Germain, il 5 febbraio 1997, sembrano far presagire un’annata travolgente. “Dopo lo scudetto vinto in volata sul Parma con il pareggio a Bergamo alla penultima giornata, arriva a maggio l’amarezza per la finale di Champions League. Persa, quando tutti ci davano favoriti, a Monaco di Baviera con il Borussia Dortmund. Una partita iniziata male e finita peggio, non ce l’aspettavamo” Stagione successiva, stesso copione.“Vinciamo uno scudetto in volata sull’Inter tra le molte polemiche per il contatto Iuliano-Ronaldo ma arriva la delusione. Ad Amsterdam, il 20 maggio 1998, perdiamo la finale di Champions League con il Real Madrid con un gol di Predrag Mijatovic. Ci fosse stato il Var, sarebbe stato annullato. Rimane la convinzione di aver giocato alla pari”

Marcello Lippi e Ivano Bordon all’Inter, qualcosa non funziona

Marcello Lippi lascia la Juventus, Ivano Bordon, con Angelo Peruzzi, lo segue all’Inter nell’estate 1999. “Ritrovo i miei posti, le mie abitudini, le persone che lavorano ad Appiano Gentile. A Milano ci sono Ronaldo, Roberto Baggio e Christian Vieri, il trio d’attacco che tutti ci invidiano” C’’è anche Gabriele Oriali, fa il direttore tecnico. “E’ un sogno, penso di realizzare qualcosa di importante per questa società. Ma il rapporto con l’ambiente non decolla, anche per il passato juventino di Marcello. Forse anche troppo responsabilizzato e lasciato solo in certe situazioni” Dopo un buon avvio in campionato, i momenti difficili. “Le due sconfitte a Venezia e nel derby, con un gol in rimonta al 90’ di George Weah, ci allontanano dal vertice della classifica. Perdiamo anche la finale di Coppa Italia nel doppio confronto con la Lazio. Un trofeo che avremmo meritato

I risultati non arrivano, Marcello e Ivano di nuovo a Torino

Nella nuova stagione, ho il compito di svezzare Sebastien Frey, un giovane con potenzialità incredibili segnalato da Walter Zenga. Alla fine di una stagione avara di soddisfazioni, lascerà Milano La sconfitta in Supercoppa con la Lazio e l’uscita ai preliminari di Champions League sono il ritratto di una stagione che non decolla “Perdiamo in Svezia con l’Helsingborg, il 23 agosto 2000 a Milano pareggiamo con traversa di Clarence Seedorf, palo di Robbie Keane e una parata pazzesca a mano aperta di Sven Andersson su rigore di Alvaro Recoba al 90’. Un salvataggio memorabile che vorrei aver fatto io” Un mese dopo, il 1 ottobre, l’addio di Lippi all’Inter. “Marcello saluta tra le polemiche, io rimango insieme a Narciso Pezzotti, suo storico collaboratore” ma a fine campionato, concludo la mia seconda esperienza da interista. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più” A Torino intanto si lavora per il nuovo ciclo, Marcello Lippi e Ivano Bordon sono di nuovo a Torino

5 maggio 2002, uno scudetto dal sapore amaro

La società bianconera ha fatto acquisti importanti. Liliam Thuram, Paul Nedved, Marcelo Salas e, soprattutto, il giovane portiere Gianluigi Buffon che ha già vinto in Italia e in Europa. “E’ tra i portieri più forti del mondo e diventa uno dei protagonisti dello scudetto vinto il 5 maggio 2002 con sorpasso all’ultima gara sull’Inter. In quell’ultima giornata facciamo il nostro ma tutto dipende dal risultato di Lazio-Inter. Il calcio può regalare emozioni incredibili ma non posso dimenticare i miei anni trascorsi a Milano e provo un po’ di rammarico per i miei ex compagni

Champions League, la delusione dell’Old Trafford

Nella stagione successiva vogliamo vincere la Champions League, diventata quasi una missione dopo la morte di Gianni Agnelli” Nella finale del 28 maggio 2003 all’Old Trafford di Manchester, la Juventus incontra il Milan. Dopo aver battuto in semifinale il Real Madrid, un 3-1 in casa che ribalta la sconfitta dell’andata a Madrid. “Per una volta in carriera posso gioire con gli spagnoli” Il Milan in semifinale ha eliminato l’Inter. “Sono felice di non incrociare ancora i miei vecchi colori sulla strada di un trofeo” Si va ai rigori. “Gigi Buffon segue le mie indicazioni su come avrebbe calciato Clarence Seedorf e para il rigore. Si ripete su Kakha Kaladze. Peccato che Dida si superi su Trezeguet, Zalayeta e Montero. I suoi guantoni decidono la Champions che ci sfugge per l’ennesima volta

Supercoppa Italiana 2003, soddisfazione illusoria

La vittoria nella Supercoppa Italiana a New York , il 3 agosto 2003, contro il Milan, illude l’ambiente bianconero. Un terzo posto in campionato, l’eliminazione in Champions League agli ottavi per mano del Deportivo La Coruña,la finale di Coppa Italia persa nel doppio confronto con la Lazio sono i risultati di “una stagione funestata anche dalla morte di Umberto Agnelli il 27 maggio 2004” La collaborazione di Ivano e Marcello a Torino si avvia alla conclusione. “Il secondo ciclo di Marcello Lippi finisce mestamente e con tanta tristezza, a me rimane il ricordo di tredici trofei vinti in otto anni sulla panchina bianconera

Il sodalizio continua in Nazionale

Dalla Juventus alla Nazionale, Marcello Lippi risponde alla chiamata della Figc. Ivano Bordon è nel suo staff tecnico. “Con Marcello e il resto dello staff mi coordino per visionare nuovi giocatori, nuove squadre, nuovi talenti, in giro i campi del Nord Italia. Tutti i giorni mi faccio una scorpacciata televisiva dei campionati più importanti per studiare calciatori, avversari, tattiche e schemi. Poi in settimana ci si sente al telefono per confrontarsi. Sono contento, questa nuova mansione è affascinante

FINE QUARTA PARTE

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