Angelo Valente: allenare i ragazzi disabili la gioia più grande
Ti piace questo articolo? Condividilo!

Angelo Valente, quattro volte campione del mondo di kickboxing. Una passione che lo ha portato a salire sul ring sin dai tempi della mitica Palestra Doria. Alla carriera di atleta professionista affianca quella di maestro di pugilato prima e di kickboxing poi, nella sua palestra di Pieve Emanuele. Smessi i guantoni, si dedica a tempo pieno a trasmettere quanto appreso sul ring ai suoi allievi. Nella sua palestra, accanto ai campioni ci sono persone comuni, manager che si allenano prima di andare in ufficio, professionisti del calcio e dello spettacolo. Non ultimo il suo impegno nel sociale, al quale non rinuncia dai tempi della Doria. Nell’intervista che segue Angelo Valente ci racconta il suo ventennale viaggio nel mondo della kickboxing.

Angelo Valente, amore ventennale per la kick

Alleno da vent’anni, negli ultimi anni qualcosa è cambiato – dichiara l’ex campione mondiale di kickboxing Angelo Valente – Pugilato e kickboxing non sono più prodotti di nicchia, da dieci anni in palestra ci vengono un po tutti. Dai bambini agli adulti, si concentrano tutti prevalentemente sulla prepugilistica con l’obiettivo di mantenere la forma fisica. Difficilmente salgono sul ring per fare agonismo e di conseguenza è cambiato anche il mio impegno lavorativo rispetto a quando allenavo alla Palestra Doria. Ai tempi si lavorava su un doppio turno, in tarda mattinata e nel tardo pomeriggio. Oggi trovi persone già pronte ad allenarsi alle sette di mattina, prima di andare in ufficio. Ma tutto sommato si lavora meglio. Con allenamenti diversificati lungo l’arco della giornata. Se l’uomo si concentra sul pugilato, più pratico e praticabile anche in età matura, la donna preferisce dedicarsi alla kickboxing per via di allenamenti che interessano gambe e glutei

Kick and Punch, l’obiettivo è creare il giusto feeling con l’atleta

Come tutti gli atleti di fama internazionale il mio sogno era aprire una palestra. Nella mia palestra Kick and Punch non mi interessa avere campioni, ciò che mi interessa è che si crei il giusto feeling con l’atleta, di qualsiasi livello. Se poi escono campioni ben vengano ma non è questo l’obiettivo prioritario. E chiaro però che allenando anche atleti agonisti alla fine siano emersi atleti che si sono imposti alle cronache come Luca Cecchetti, Luca Grusovin e Cristina Caruso. A loro come a tutti gli atleti che frequentano Kick and Punch cerco di passare quanto, a suo tempo, hanno passato a me. Quando uno di loro sale sul ring e combatte per un titolo sono emozionato come se lì sopra ci fossi io

Emergenza coronavirus, prepugilistica e uso degli attrezzi la risposta da casa

Inevitabilmente gli allenamenti in questo periodo di emergenza causato dalla pandemia hanno subito alcune variazioni – spiega Angelo Valente – La diffusione del coronavirus ci impone di stare a casa, cosa che non tutte le persone hanno compreso. Per i miei atleti agonisti non è cambiato molto, si allenano tutti i giorni come facevano prima che si verificasse questa situazione. Semmai si concentrano prevalentemente sull’allenamento funzionale da farsi al mattino, per quello pomeridiano necessita la presenza del maestro. Più dura è per gli amatori che sono passati da 2/3 allenamenti settimanali alla possibilità di allenamenti giornalieri, se hanno voglia. L’allenamento però è uguale per tutti, focalizzato sulla preparazione prepuglistica e sull’uso di attrezzi. Con la limitazione nell’uso del sacco, non tutti hanno il necessario spazio in casa

Piccoli fighter in palestra, la soddisfazione di vederli sul ring

Non solo agonisti e persone adulte nella palestra di Angelo Valente. Allenare piccoli fighter è stata una novità per me, non pensavo di esserne capace. Ero partito ad allenarli una volta a settimana, poi mi sono appassionato e sono passato a quattro allenamenti settimanali. E alla fine mi sono affezionato, mi diverto quasi più io di loro. Anche perché un bambino lo plasmi, allenamento dopo allenamento. Viceversa l’adulto spesso arriva già preparato. Alcuni maestri preferiscono persone mature, io voglio vedere nei bambini la formazione tecnica e atletica. È una soddisfazione vederli salire sul ring con tanto entusiasmo pur patendo, non lo nascondo, un po di paura e tensione per la loro incolumità. D’accordo, a quella età non corrono pericoli ma sono teso lo stesso, è come se fossero miei figli

Professionisti dello sport e dello spettacolo alla Kick and Punch, tutti innamorati per la kick

Una soddisfazione diversa è allenare gli adulti, soprattutto i professionisti dello sport e dello spettacolo. Ne apprezzo la perseveranza, al di là di impegni ed esigenze lavorative. La kickboxing, non c’è che dire, ha fatto innamorare un po tutti. Da Andrea Pucci a Cristhian Vieri, da Angelo Carbone a Paolo Maldini. Paolo, ad esempio, è stato assiduo frequentato di . Si è allenato due volte a settimana per quattro anni, senza mai mollare. Elisabetta Canalis, che ha presentato Night of Kick and Punch nel 2018 e adesso è negli Usa, si allena quattro volte on line. Anche quando allenavo alla Doria avevo personaggi del palcoscenico, tra questi Massimo Ranieri. Era a Milano per uno spettacolo teatrale, doveva interpretate un campione di pugilato. Si è così tanto innamorato del pugilato da continuare a praticarlo anche dopo la rappresentazione dello spettacolo

Kickboxing, una crescita che deve essere supportata dalla televisione

Certo oggi la situazione è molto diversa da quando ho iniziato tanti anni fa. Allora eravamo in due in palestra a praticare la kickboxing, poi ci fu l’esplosione per via dei film di Jean-Claude Van Damme. Da due a venti persone per corso, in un battibaleno. Grazie alla televisione e al personaggio che aveva creato. Così è stato anche per il pugilato. La televisione mandava gli incontri di Mike Tyson in orari accessibili al grande pubblico e le persone riempivano le palestre di pugilato. Inutile negarlo, l’impatto mediatico di un evento è fondamentale per far crescere il movimento che vi ruota attorno. E’ la comunicazione che ci manca, eppure la federazione conta 20/30.000 iscritti

Night of Kick and Punch, un esempio dal quale partire

L’unico modo per smuovere la situazione è fare eventi su eventi– è la tesi di Angelo Valente – Nell’ultimo Night of Kick and Punch abbiamo richiamato duemila persone ad assistere allo spettacolo, eppure abbiamo ricevuto scarsa attenzione dai media. E il pugilato riesce oggi a conquistare un suo spazio, meritatissimo, solo con Match Room e Daniela Scardina, grazie a Dazn. Ma se volessimo fare un confronto, mentre il pugilato è progressivamente sceso, dopo gli anni gloriosi, la kickboxing è cresciuta. Il pugilato non riempirebbe mai il Forum di Assago, la kickboxing sì. Lo dimostra il fatto che quando organizzo le reunion riesco a raccogliere 200/300 spettatori con tanta fatica ma quando organizzo incontri di kickboxing non faccio meno di 1000 persone

L’allenamento con i ragazzi disabili della cooperativa, la prima cosa da fare dopo l’emergenza

Mi consolo di questa scarsa attenzione nei confronti della kickboxing con le lezioni che tengo con i ragazzi della Cooperativa Il Balzo. Un progetto sociale avviato lo scorso settembre in collaborazione con il Liceo Scientifico Italo Calvino di Rozzano. Un allenamento settimanale con ragazzi down e autistici, un’ora in allegria che mi fa star bene tutta la settimana. Quando mi alleno con loro sto benissimo, i loro abbracci mi emozionano. E mi sento puro. Peccato che questa emergenza mi impedisca e ci impedisca di continuare, spero di poter riprendere presto. Sarà la prima cosa che faccio appena usciremo dall’emergenza

L’impegno sociale e la lotta contro il male, vittorie grazie alla kick

L’impegno sociale non è una novità per me– conclude Angelo Valente – Sin dai tempi della Palestra Doria dedico tempo a progetti di recupero di ragazzi che vivono situazioni difficili. Uno di loro, affidatomi in anni più recenti dai Servizi Sociali di Pieve Emanuele, dopo aver frequentato Kick and Punch è diventato campione regionale. Con la Cooperativa Il Balzo e un prestigioso studio legale del centro di Milano che fornisce magliette e guantoni ai ragazzi sto lavorando ad un progetto contro il bullismo. E quando faccio gli eventi ne approfitto per fare beneficenza all’Istituto Dei Tumori. Aver vissuto in prima persona la lotta contro il male mi ha toccato dentro. Sono più maturo e riesco a farmi scivolare meglio le cose. Ho vinto grazie alla kick, ho lottato come se fossi stato sul ring

News Reporter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi