Hockey inline, stagione finita: l’ira di Ricky Tessari “Che senso ha fermare i senior e far giocare i giovani? Vedrete, perderemo più di una squadra per strada”.

La Serie A di hockey inline è stata cancellata e in casa Milano Quanta monta la rabbia di Ricky Tessari e di tutto il club. Perché si poteva aspettare, per poter far fronte anche agli impegni economici e di sacrifici di molti ragazzi e società. “Non sono per nulla soddisfatto del risultato finale, perché ritenevo e ritengo che si potesse aspettare fino a settembre”. Le parole del presidente del Quanta Club non lasciano molto all’interpretazione. E si scagliano come una freccia dritta nel cuore della Fisr e del suo presidente, Sabatino Aracu. “In uno dei suoi passaggi il presidente federale ha detto che ‘ripartiremo a settembre’ – ha precisato ancora Ricky Tessariquesto vuole dire che la federazione ha in animo la volontà di ripartire. E dunque la domanda è: perché non aspettare per magari poi prendere comunque la stessa decisione, ma avere almeno il tempo di capire come si evolve la situazione? Perché decidere fermare subito i campionati senior?”.

In 40 giorni si poteva concludere la stagione di hockey inline

Il progetto di Ricky Tessari. In 35/40 giorni si poteva tranquillamente chiudere la stagione. Non c’era nessun problema e c’erano anche le possibilità tecniche. Ci sono delle ipotesi sul tavolo, una portata avanti da me, ma che quanto pare non sono state prese in considerazione. Io non sono felice di quello che si è deciso oggi. E, ribadisco, credo che si potesse riprendere in mano a settembre il campionato per concluderlo”

Una Serie A di hockey inline spaccata a metà

La Serie A di hockey inline era diametralmente spaccata a metà. Da una parte cinque società (Milano, Vicenza, Torino, Asiago e Piacenza) che volevano concludere la stagione. Dall’altra Verona, Monleale, Padova, Cittadella e Ferrara invece contrarie. “Chiaro che qualcuno avesse anche interessi personali – ha sottolineato Ricky Tessari – resta il fatto che la federazione ha sentenziato. Una motivazione che nessuno discute, ci mancherebbe. Siamo di fronte ad una pandemia. Ma ribadisco che si sarebbe potuto aspettare ancora”. Altri sport si sono fermati. “Ma sono quelli che hanno una ripartenza garantita, certificata. Hanno sponsor, 5mila persone ai palazzetti. Faranno fatica, certamente, ma riprenderanno con le spalle un po’ coperte. Non puoi fare questi paragoni”.

Società in crisi economica

C’è chi ha anche paventato l’ipotesi che, tra i contrari alla conclusione della stagione, ci fossero società in crisi economica. “Le difficoltà negli sport poveri sono all’ordine del giorno e la pandemia le ha rese più concrete e pesanti. Se queste società avessero preso questa decisione perché non potevano più ricevere soldi da sponsor ci poteva anche stare. Ma se poi dici che a settembre sei pronto a ripartire, allora non va bene. Se non hai soldi per fare l’ultima parte della stagione a settembre, non li hai nemmeno per quella nuova”.

I giovani giocano: perché?

A non andare giù a Ricky Tessari c’è però anche un altro tassello. Quello legato ai giovani: “In Consiglio federale hanno discusso lungamente e, ad oggi, non c’è nessuna cancellazione ufficiale dei campionati giovanili. Io capisco che i ragazzi passano d’età e perdono la categoria, ma le soluzioni ci sarebbero. Hai cancellato per questioni di salute i campionati senior, questa motivazione non vale per i junior? Quali genitori e quali dirigenti, oltretutto, manderebbero in giro i loro ragazzi senza certezze? La federazione, a quanto pare, ragiona in modo particolare”. Come sul concedere gratis i tesseramenti per la prossima stagione: “Buona iniziativa ma non pensiamo che possa essere sufficiente“.

Il Milano Quanta rinvia l’appuntamento con la Stella

Tutto cancellato, nell’hockey inline, anche a livello europeo (probabile che la European League possa disputarsi sempre a Kaltbrunn, come previsto quest’anno, nel 2021). Dove nessuno ha deciso chi avrà, ad oggi, diritto di essere presente: “E’ anche questo uno dei motivi per il quale chiedevano che si chiudesse la stagione”. Il Milano Quanta, però, ha le idee chiare sul futuro: “Noi abbiamo la ferma volontà di creare ancora una squadra di  altissimo livello. È chiaro che oggi dobbiamo aspettare per capire cosa succederà a livello generale. Io credo che uno degli effetti negativi della cancellazione del campionato sarà che perderemo più una squadra, che non ce la farà a iscriversi. E la Stella per i dieci scudetti? “Era il principale obiettivo per noi, al quale teniamo in maniera particolare. Obiettivo che resta, un regalo e un tributo per il nostro presidente, Umberto Quintavalle. Io ho già il disegno della mia squadra in mente, bisogna solo attendere ma il progetto c’è già”. 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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