Cus Milano Rugby, Frati: “Il progetto va avanti l’anno prossimo”
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Filippo Frati è il blasonato (quatto presenze in Nazionale da giocatore come mediano di mischia e una lunga esperienza nella massima serie) tecnico del Cus Milano Rugby. Sul sito ufficiale del club in questo periodo di stop forzato per tutto lo sport causa Coronavirus ha fatto un bilancio della sua esperienza meneghina.

Le parole di Frati

“Questa stagione non ho fatto altro che mettere in pratica quello che predico da quando ho iniziato ad allenare: per me non esistono le serie serie C o le serie B, esiste il rugby. Esiste il modo in cui tu decidi di fare rugby e come decidi di trasmetterlo ai ragazzi. Mi sono presentato a Milano con questa filosofia. Non c’è un rugby di Serie A o B”.

Il Cus Milano Rugby

“Con i ragazzi del Cus Milano Rugby ho fatto le stesse cose che facevo a Noceto, Prato, Rovigo e Viadana, sono rimasto coerente con la mia filosofia. Ovvio che un club come Rovigo ha un altro tipo di organizzazione e altri tipi di strutture. Ad esempio gli scudi da allenamento erano 4 invece di 12, i palloni erano di qualità più bassa. Ma la proposta che i ragazzi di Milano hanno ricevuto è stata la stessa di Rovigo. L’obiettivo era vincere tutte le partite e ottenere la promozione.”

Bilancio

“Direi che posso ritenermi soddisfatto, prima dell’interruzione viaggiavamo al ritmo di 12 vittorie su 12, abbiamo segnato 598 punti subendone solo 97. Una media di 50 punti segnati a partita. La grande differenza che c’è stata tra il Cus Milano e le altre è stata l’intensità di gioco, il ritmo delle partite. Noi riuscivamo sempre a stare sopra i 30 minuti effettivi mentre la media generale era intorno ai 22.”

L’annullamento della stagione

“Logico che umanamente e sportivamente è stata una mazzata. Per tutto il lavoro con i ragazzi, per gli sforzi del club. E’ stata comunque una decisione condivisibile, sono d’accordo con la sospensione. L’unica osservazione che mi sento di fare è che probabilmente la Fir è stata la prima federazione ad annullare la stagione solo perché la scelta non ha portato nessuna conseguenza pesante. Scelta fatta inoltre senza confrontarsi con nessuno, a differenza di sport come calcio e basket dove hanno una lega, nel rugby la Fir ha deciso tutto. Non ci ho trovato niente di coraggioso. L’ho trovata una decisione frettolosa…. Si poteva prendere tempo, includere i club nelle trattative, cercare di trovare delle soluzioni in comune. Per quanto riguarda le promozioni avrei chiesto un parere alle squadre che erano in lizza, avrei chiesto chi delle interessate era realmente strutturata e pronta per il salto di categoria. Mentre le retrocessioni, a differenza di Francia e Inghilterra dove sono state fatte, le avrei bloccate per una stagione. E’ stato un errore trattare tutti i campionati allo stesso modo quando i campionati non sono strutturati allo stesso modo, ci sono campionati con playoff ed altri in cui bastava arrivare primi per essere promossi. Bisognava trovare soluzioni ad hoc per ogni campionato, il tempo c’era”.

Futuro

“La volontà del club è di confermare tutti i giocatori di quest’anno per riprovarci l’anno prossimo. Il progetto va avanti.”

News Reporter

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