Short track, Dotti: “Sogno nuove piste per Milano-Cortina 2026”

Tommaso Dotti, volto dello short track azzurro maschile, dopo un 2019 con il quinto posto ai Mondiali nei 1000m, si è raccontato ad OA Sport.

Tommaso Dotti e il Coronavirus

Noi abbiamo finito la penultima settimana di febbraio, quando sono stati cancellati anche i Campionati Italiani e non siamo più tornati sul ghiaccio. Ormai ho preso la mia abitudine a stare a casa. Sto facendo la mia routine tra allenamenti, alimentazione, integrazione e spero comunque come tutti di poter uscire il prima possibile. La nostra preparazione è cambiata tantissimo. Bisogna adeguarsi e adattarsi, fare dei rulli, esercizi di ginnastica, qualche balzo, ma sicuramente non riesci a fare l’intensità ed il volume che potresti fare uscendo. Poi il nostro è uno sport di squadra ed è fondamentale per noi allenarsi insieme sul ghiaccio. Proprio lavorare sul ghiaccio per noi è fondamentale, perchè quei muscoli che sviluppi pattinando non riesci a simularli al di fuori più di tanto”.

Bilancio stagionale

Arrivavo da una bellissima stagione e da un ottimo Mondiale. Quest’anno ero partito molto fiducioso ed ho iniziato subito con una finale in Canada nella seconda tappa di Coppa del Mondo. Ero proprio in forma, grintoso, pattinavo e mi sentivo bene. Poi dopo durante la stagione ho avuto degli alti e bassi e le prestazioni sono state un po’ meno meno buone di quello che mi aspettavo. Quello step in più che avevo fatto in America non sono poi riuscito a replicarlo nel corso della stagione”.

Short track in Italia

“Noi ci alleniamo a Courmayeur da ormai tanti anni ed il centro federale è perfetto. La pista ha le balaustre mobili, abbiamo i nostri alloggi e tutto quello che ci serve. A Bormio in occasione dei Mondiali juniores hanno messo anche loro la pista mobile, che per noi è fondamentale, visto che non ci sono più le balaustre, ma dei materassi con dei lacci, che sono fatti apposta per lo short track. Per noi è fondamentale avere questo tipo di impianti all’avanguardia, perchè, con il livello e la velocità raggiunti, dobbiamo avere la massima sicurezza, mentre altrimenti non possiamo allenarci. La speranza è quella che con Milano-Cortina 2026 vengano create delle nuove piste mobili”.

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