Valentina Diouf: “Tokyo? Per ora penso a quale club scegliere”
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Valentina Diouf è stata la protagonista di un’interessante diretta dedicata al volley sulla pagina Instagram di Luca Talotta. La ventisettenne di Milano che in carriera ha vestito tra le altre le maglie di Bergamo e Busto Arsizio è stata protagonista negli ultimi due anni prima nel campionato brasiliano e poi in quello della Corea del Sud. Di questo e molto altro ha parlato con il direttore di Milano Sportiva.

Le parole di Valentina Diouf

“E’ stata dura rientrare a Milano della Corea del Sud, ci ho messo quasi due giorni. Ho viaggiato su un aereo praticamente vuoto, in business eravamo in due. Là non c’è stato lockdown, non ce n’è stato bisogno visto il loro grande senso civico. Erano già abituati a usare mascherine e a non abbracciarsi. Qui in Italia è tutto diverso. Personalmente sono uscita solo due volte per fare la spesa. Mi manca andare in palestra. Da piccola volevo fare l’ingegnere petrolchimico…”.

A Milano

La pallavolo mi porta via tantissimo tempo ma nel poco tempo libero che ho, faccio cose molto diverse. Sto imparando a suonare il basso e dipingo da quando ero piccola. Mi piace anche mangiare e cucinare, soprattutto ora che sono tornata a casa dopo due lunghi periodi all’estero. A casa mi sto allenando con una applicazione, in attesa di poterlo fare fuori. Lo faccio normalmente all’Aspria Harbour Club”.

Razzismo

“Non ho avuto problemi di razzismo personalmente, forse perchè non vengo considerata nera. Non è stato semplice comunque durante l’adolescenza capire che la mia diversità era qualcosa in più. La Nazionale ora è multietnica ma io sono stata la prima mulatta. In Brasile c’è molto razzismo e fanno molte campagne per contrastarlo. In Corea non l’ho percepito, nonostante fossi molto diversa da tutti in una città con pochissimi stranieri non si sono mai permessi di dirmi niente”.

L’Italia e la Nazionale

“Ho lasciato le porte aperte dappertutto. L’Italia finora non si è dimostrata molto affidabile. La scelta del taglio degli stipendi non è stata giusta. All’estero ho sempre preso tutto, non era certo inadempienza contrattuale. Non prendiamo quanto i calciatori e abbiamo mutui da pagare… Non ho rimpianti legati alla mia carriera. Sono felice di come sta andando. C’è un motivo per tutto quello che è successo o succederà. Le Olimpiadi di Tokyo? Per ora non ci penso. Sono concentrata su quale squadra scegliere. Ho avuto tante proposte, dall’Italia e dall’estero, ma me la sto prendondo con calma. Spero di essere valutata a prescindere da dove sarò. Non so che cosa sia successo a Rio 2016, non devi chiederlo a me… Il mio sogno ora è vincere”.

News Reporter

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