Alberto Cova: “Atletica e Coronavirus, prima riaprano le scuole”

Alberto Cova, campione europeo, mondale e olimpico dei 10.000 metri, è il protagonista del libro “Con la testa e con il cuore”, scritto col giornalista di Radio24 Dario Ricci. Il ragioniere di Inverigo, come era soprannominato, ha parlato anche in un’intervista a Leggo.

Il libro di Alberto Cova

“Con Dario Ricci non volevamo certo essere dei preveggenti. Io lavoro nella formazione aziendale, porto le persone a porsi obiettivi, a superare le difficoltà per ottenere la performance, mettendo in metafora la mia carriera sportiva. Ho notato che certe emozioni delle mie gare fanno ancora presa non solo in chi ha l’età di averle vissute in diretta, ma anche nei più giovani, che poi vanno a rivedere i filmati sul web. Da qui l’idea di condividere il tutto in un libro, pensato in un preciso contesto. Ogni giorno un atleta allena fisico e mente, come deve avvenire nella vita quotidiana di ciascuno di noi”.

Coronavirus

È un po’ come un atleta quando ha un infortunio che ne blocca la preparazione. Può essere un piccolo terremoto nella sua testa, nella sua organizzazione. Ma se al suo fianco c’è un team di persone con le giuste competenze, un medico, un fisioterapista, un allenatore che ne rimodula il lavoro, l’atleta deve essere così bravo da restare sereno e lucido ed affidarsi. Di fronte a una difficoltà bisogna analizzarla, darsi delle regole e poi prendere una decisione. O la prendo io o la faccio prendere con fiducia a chi ha le competenze”.

Fase 2

“Non tutti si affidano a chi è competente, preferendo l’istinto personale. Basta dire che si può riaprire un negozio e tutti vanno in quel negozio, con il rischio di creare confusione. Non voglio fare un discorso politico, ma certamente non si è trovato un punto d’incontro per essere tutti d’accordo, perché il nostro è un Paese molto individualista. Non si è riusciti a creare un vero team, come avevo io per i miei risultati sportivi. Certo, abbiamo tutti dovuto affrontare una situazione particolare e sconosciuta.
La popolazione di oggi è l’atleta che può prendere una decisione che magari non va nella direzione giusta. Allora deve aspettare che ci siano persone competenti che dicano cosa si deve fare. Purtroppo anche sopra, tra le persone competenti, non ho visto lavoro di team, unità nel prendere le decisioni. Ognuno dice la sua. Se attorno invece a lui l’atleta vede coesione e determinazione, si affida e si rimette in moto. E i risultati arrivano. Perché, come mi piace dire spesso, i muscoli hanno memoria. Si può star fermi, far fatica all’inizio, ma poi si riparte”.

Atletica

“Per quanto concerne l’attività di base, educativa, bisogna prima aspettare che riaprano le scuole. Se riprenderanno a settembre-ottobre, potranno ripartire anche centri sportivi e palestre. Timori economici? Non vorrei farla troppo facile, ma finché una società deve essenzialmente far pagare una retta ai ragazzi dell’attività giovanile, il problema si può anche superare. Diverso è il discorso di società un po’ più grandi che devono sostenere atleti ancora non di vertice, prima che passino nei gruppi sportivi militari, come avviene nel 95% dei casi. Gli sponsor potrebbero non rinnovare i contratti. Ci sono anche i contributi dati dai Comuni, che in questo periodo hanno però tanti altri problemi da fronteggiare”.

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