Vincenzo Baggioli, gli albori del giornalismo sportivo

Vincenzo Baggioli, figura poliedrica del giornalismo italiano. La sua vita giornalistica parte da Varese, agli inizi del secolo scorso. Il giovane Alfredo Binda lo introduce nel mondo del ciclismo, inizia così la sua avventura nel mondo dello sport. I suoi interessi sono molteplici, spazia dal fotogiornalismo alla pubblicazione di libri, non solo sportivi, e alla creazione di fumetti. Ma lo sport rimane l’elemento centrale attorno al quale ruota la sua attività. Milanese d’adozione, promuove alla fine degli anni ’50 il primo torneo giovanile di pallacanestro della città lombarda. Sul campo di una piccola palestra, nell’allora periferia di Milano, per tre anni consecutivi si incontrano squadre prestigiose della massima serie professionistica italiana con squadre delle serie minori. Tra i giovani che calcano il playground, alcuni futuri campioni della pallacanestro milanese e non solo. Nell’ articolo che segue, un ritratto di Vincenzo Baggioli.

Vincenzo Baggioli, il ciclismo è il primo amore

Quello degli anni ’20 del secolo scorso è un ciclismo ancora agli albori, un ciclismo eroico che comincia a ottenere le prime vittorie al Giro d’Italia e al Tour de France– racconta Fabio Lobianco, ricercatore bibliografico e appassionato di sport – A Varese opera Vincenzo Baggioli, giovane giornalista ai suoi primi passi nel mondo sportivo. Sempre a Varese,tra i personaggi più rappresentativi del movimento ciclistico, Alfredo Binda. Il loro incontro è fondamentale per il giovane giornalista che si innamora di questo sport e comincia a realizzare i primi articoli e le prime fotografie. Un altro incontro segna il percorso professionale di Vincenzo Baggioli, quello con Lauro Bordin

Spirito enciclopedico

Lauro Bordin, vincitore del Giro di Lombardia 1914, dopo aver concluso la carriera agonistica apre a Milano l’omonima agenzia fotografica. “Vincenzo Baggioli vi collabora, risalgono a questo periodo le prime monografie sul ciclismo. Ma Vincenzo Baggioli non si limita allo sport, la sua attività spazia anche in altri ambiti. In Italia sono infatti arrivate le prime pellicole d’oltreoceano, il cinema lo appassiona. Dalla metà degli anni venti Collabora con le riviste Excelsior e Zenit, contemporaneamente si dedica a nuove monografie realizzate con la casa editrice Cosmos e dedicate a Tazio Nuvolari, Alfredo Binda, Giuseppe Meazza. Lo sport è sempre nel suo cuore, lo guida un autentico spirito enciclopedico. Tant’è che dedica parte del suo tempo alla realizzazione di uno schedario, a fine carriera conterà 180 schede di giocatori tra calcio e basket. Un artigiano del giornalismo sportivo, peccato che il suo vastissimo archivio sia giunto a noi incompleto

Nelle sue monografie, i retroscena del gesto atletico

Calcio, altra passione. “Negli anni ‘30 è al seguito della Nazionale di calcio guidata da Vittorio Pozzo. E’ testimone diretto delle due vittorie mondiali, della vittoria del 1938 realizza una bella monografia. Contemporaneamente segue le manifestazioni olimpiche, in particolare segue Parigi 1924 e Berlino 1936. In lui si fa sempre più preponderante la propensione a raccontare la storia dei personaggi e la voglia di scoprire e portare alla ribalta i retroscena del gesto atletico. Supportato da una anedottica molto forbita, diventa uno storico dello sport

Pallacanestro, ultimo amore

Nella parte conclusiva della carriera, irrompe l’innamoramento della pallacanestro. “Pallacanestro, ultimo amore” è il titolo del libro che Vincenzo Baggioli pubblica negli anni 50.“La pallacanestro, sport d’oltreoceano di recente approdo in Italia, è ancora semisconosciuta al grande pubblico ma lui vi si avvicina, complice il figlio neo cestista – prosegue nel racconto Fabio Lobianco – Capisce anche il business che si cela dietro questo sport ancora inesploso. Intuisce, infatti, quanto la pallacanestro possa essere uno sport da proporre ai giovani. Intanto, con la sua casa editrice Omnia, verso la fine degli anni 50, pubblica libri. Argomenti, oltre lo sport, la storia del costume e del cartone animato. E’ sua la pubblicazione, a scopo divulgativo, di figurine cartonate dedicate ai personaggi sportivi, alla storia dell’aviazione, ai personaggi famosi della storia

Spirito imprenditoriale e passione sportiva, nasce la Pallacanestro Lampo Milano

E’ di quel periodo la nascita della Pallacanestro Lampo Milano, il nome riporta quello dell’omonima casa editrice da lui rilevata. Un riferimento che nasce dalla volontà di fare della squadra il veicolo pubblicitario per la casa editrice. In lui emerge uno spirito imprenditoriale. Iscrive la squadra al campionato CSI, nel 1961 la vittoria al Campionato Nazionale Seniores.”

Trofeo Baggioli, primo torneo di pallacanestro giovanile a Milano

Tale spirito non prevalica però la profonda passione dello sport, il coinvolgimento dei giovani è la sua nuova missione. Quale modo migliore se non organizzare un torneo di pallacanestro dedicato ai giovani, il primo nel panorama cestistico milanese? “Negli anni ‘50 le strutture per praticare la pallacanestro non sono molte, la disciplina è ancora emergente. Ma le ottime relazioni nel mondo della pallacanestro, tra le quali l’allora presidente federale Muggiani, gli permettono di dare seguito al progetto

Appassionanti sfide all’ultimo canestro, in campo futuri campioni

Nella piccola Palestra Fenaroli di V.le Fulvio Testi si incontrano otto squadre organizzate in due gironi con semifinali e finali conclusive. Per tre anni consecutivi, dal 1959 al 1961, prestigiose squadre del calibro di Simmenthal Milano, Pallacanestro Levissima Cantù, Ignis Varese danno vita ad appassionanti sfide all’ultimo canestro. Squadre professionistiche di livello nazionale e squadre minori del campionato CSI scendono in campo fianco a fianco, mescolate nei due gironi. Tra queste ultime, Pallacanestro Lampo Milano, Centro Pavoni, Gerardiana Monza. Milano lascia il segno, due dei tre tornei disputati vanno a compagini milanesi. Alla Pallacanestro Lampo Milano nel 1960 e alla Simmenthal Milano nel 1961. Tra i tanti ragazzi che calcano il campo, Massimo Masini, Toto Bulgheroni, Carlo Recalcati, Pierluigi Marzorati. Destinati a scrivere pagine indimenticabili della nostra pallacanestro

Vincenzo Baggioli, una persona da ricordare

Vincenzo Baggioli era un grande uomo, bontà e disponibilità erano le sue attitudini migliori – ricorda Gianfranco Bernasconi, ex Pallacanestro Lampo con trascorsi giovanili nella Simmenthal Milano e frequentazioni al Centro Pavoni con Arnaldo Taurisano, Cesare Angeretti e Carlo RecalcatiOnesto, affettuoso, sempre sorridente, aveva sempre una parola buona per tutti. Con un animo da vero sportivo, rispettava gli avversari. Uno spirito che ci trasmetteva anche a noi, in campo giocavamo senza gelosie e antipatie. Affrontavamo avversari come Sandro Gamba e Sandro Riminucci senza timori reverenziali. La sua profonda passione per la pallacanestro lo portava a dare tutto e occuparsi di tutto, dall’affitto della palestra alle spese per le trasferte fino all’acquisto delle maglie. Una persona che meritava e merita rispetto, assolutamente da ricordare

News Reporter

1 thought on “Vincenzo Baggioli, gli albori del giornalismo sportivo

  1. Bella commemorazione di un uomo precursore della diffusione ad un certo livello della passione per la pallacanestro. Novello Giorgio Armani

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