Powervolley Milano, Fabrizio Gironi: “Non volevo giocare a pallavolo! Stimo LeBron James, il futuro? Forse lontano da qui”

Fabrizio Gironi, classe 2000, milanese. Professione: schiacciatore dell’Allianz Powervolley Milano. Segni particolari: ha tradito il calcio per la pallavolo. Il che, gravitando sulla città di Milano, non è poco.

Fabrizio Gironi, una vita tra calcio e pallavolo

Ci scherza su, Fabrizio Gironi. E lo fa con il sorriso di chi, a 20 anni, può permettersi ancora di guardare indietro non troppo lontano e pensare ad un domani più prossimo che mai. “La mia è una storia particolare, fortunosa direi – ricorda Fabrizio Gironi, che poi ammette – non avevo nessuna intenzione di giocare a pallavolo”. E quindi, cos’è successo? “Ho sempre giocato a calcio, qui nel mio paese a Pessano con Bornago. Mi divertivo un sacco, ma siccome ero più alto rispetto ad altri ragazzi, il professore di ginnastica mi chiese se mi interessava giocare a pallavolo. Lui aveva una squadra e mia madre giocava e gioca ancora. Io andavo a vederla, palleggiavo un po’. Sono andato a sostenere un provino all’Argentia Gorgonzola e per un anno ho giocato a calcio e pallavolo. Solo che a calcio m’impegnavo anche 2/3 volte a settimana, a pallavolo a malapena una”.

L’incontro con il Segrate che ha cambiato il destino di Fabrizio Gironi

Poi l’incontro di campionato contro il Segrate. “Mi hanno visto, mi hanno contattato e quando abbiamo parlato ho risposto di pancia, dicendo ‘Sì, vengo’. E da lì ho lasciato il calcio, perché si trattava di un impegno serio, quattro volte a settimana”. Pentito della scelta? “Assolutamente no, mi è bastata mezza stagione per convincermi”. La passione per il calcio è rimasta (Fabrizio, centrocampista centrale, è tifoso juventino), ma i suoi idoli sono cambiati. “Da piccolo era Del Piero, ora non c’è più una figura di riferimento nel calcio. Mi sono avvicinato molto alla NBA, stimo LeBron James”.

Quarantena tra libri, cucina e… stucco 

Come passa la quarantena Fabrizio Gironi? “Cerco di occupare il tempo, sicuramente lascio spazio ogni giorno all’allenamento e adesso che si può correre esco un po’. Ho imparato tante cose nuove, come cucinare. E poi leggo molto e non resto con le mani in mano. Sto anche ristrutturando la mia camera”.

Il sogno olimpico e l’invidia per i tre milanesi

Ma qual è l’obiettivo di Fabrizio Gironi? “Continuare nel percorso di crescita intrapreso. E poi c’è il sogno di andare alle Olimpiadi, un giorno. Forse il 2021 è un po’ presto, ma mai dire mai”. Nell’Allianz Powervolley Milano c’è chi, come Matteo Piano, Riccardo Sbertoli e Nicola Pesaresi, la maglia azzurra l’ha già indossata ed era pronto per Tokyo 2020. “Sono molto contento per loro e anche un po’ invidioso. Mi piacerebbe essere lì con loro, inutile negarlo”.

La stagione interrotta, Clevenot il pazzo e Linus il riservato

Cosa pensi di questa stagione che si è dovuta interrompere? “Un gran peccato, perché stavamo facendo una grande annata. Eravamo tutti felici e soddisfatti, perché avevamo raggiunto vette impensabili superando tutte le difficoltà che ormai sappiamo. Direi che quando abbiamo giocato, quasi sempre siamo usciti a testa alta. E poi c’era la Challenge Cup, un obiettivo che era lì alla nostra portata. Però la decisione presa penso sia stata quella giusta”. Ma in squadra, chi è il più giocherellone? “Trevor Clevenot, sicuramente. Fa scherzi, battute, prende in giro bonariamente, è sempre molto attivo e sorridente. Lui e Matteo Piano si cercano molto, assieme sono un cocktail micidiale”. E il più riservato? “Linus Weber. Io ci abitavo vicino, è un ragazzo simpatico e molto gentile. Il suo problema più grande è stato la lingua quest’anno, gli auguro il meglio”. In arrivo Ishikawa e Patry. “Non ci ho mai parlato ma li ho visti giocare. Patry nel torneo di qualificazione con la Francia ha disputato  partite di altissimo livello e per tutto il campionato di Superlega è stato l’anima di Latina. Ishikawa è forte, mi piace molto”.

Il futuro di Fabrizio Gironi sarà lontano dalla Powervolley?

E il futuro di Fabrizio Gironi? “Non lo so, stiamo vedendo con il mio procuratore, ad oggi è prematuro. Ma se arriverà una squadra che mi garantirà una certa continuità di rendimento, allora potrei andare in prestito”. 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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