ASD Sport4All, il baskin è per tutti
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Una pallacanestro diversa, aperta a tutti. Più canestri rispetto alla pallacanestro tradizionale, aree protette per garantire il tiro nei cesti laterali. Giocatori con ruoli assegnati in base alle capacità motorie, regole dedicate. Sul playground giocano, insieme, ragazzi normodotati e diversamente abili, ragazzi e ragazze. Parliamo del baskin o più semplicemente basket inclusivo. Una realtà made in italy, il baskin è nato a Cremona. Sempre più emergente nel panorama sportivo italiano, è recentemente entrato a far parte dell’Ente Nazionale Sport Inclusivi. Un passo importante verso la nascita di una federazione. Tra le società che promuovono questa disciplina, ASD Sport 4All di Lentate sul Seveso, in provincia di Milano. Una società relativamente giovane (è nata nel 2012) ma con le idee molto chiare. Due formazioni, voglia di crescere, una presenza capillare sul territorio, tanti progetti. Ne abbiamo parlato con Luca Porta e Giovanni Ronchetti, rispettivamente presidente e tesoriere della società.

ASD Sport4All, crescita costante

Siamo nati nel 2012 da una costola di Basket Groane – spiega Luca Porta, presidente di ASD Sport4All – Da allora siamo cresciuti molto, annoveriamo più di 45 atleti. Provenienti dal territorio ma anche dalle province di Como, Varese, Milano e Monza Brianza. Frutto della nostra costante voglia di crescere

Baskin, il disabile è uno di noi

ASD Sport4All è una associazione senza scopo di lucro. prosegue Luca Porta Creata per offrire a tutti la possibilità di giocare nella stessa squadra. Ragazzi e ragazze, normodotati e persone con qualsiasi tipo di disabilità fisica e/o mentale. Insieme possono giocare una partita. Ma anche disputare un vero e proprio campionato” A scanso di equivoci, il baskin non è uno sport riservato ai disabili. “Il baskinspecifica Giovanni Ronchetti, tesoriere di ASD Sport4All si differenzia dallo sport per disabili. Senza falsi pietismi e buonismi, il messaggio deve essere chiaro. Non siamo tutti uguali ma siamo tutti sullo stesso piano, anche il disabile è uno di noi

Serve abilità, sempre e comunque

Il gioco prende spunto dalla pallacanestro ma le regole sono diverse e specifiche per questa disciplina. Rispetto al tradizionale campo da basket ci sono due postazioni aggiuntive laterali, ognuna di esse supporta due canestri ad altezze differenti. Canestri che in totale diventano sei. Su ognuna delle due postazioni laterali, infatti, sono posizionati Ci sono, in aggiunta, due aree laterali che consentono a tutti di tirare a canestro. I ruoli dei giocatori sono definiti in base alle abilità che ciascun giocatore può esprimere. “Sulla maglietta di ogni giocatore è segnato un numero che ne identifica il ruolo. Assegnato in base alle sue abilità motorie – specifica Luca PortaNel baskin, come in qualsiasi disciplina sportiva, è l’abilità che distingue il giocatore

Tante adesioni, due squadre per soddisfare tutti

Negli anni abbiamo riscontrato un successo costante – dichiara soddisfatto Luca Porta- Siamo stati costretti a costruire due squadre diverse, i Bears e i Lions. Il regolamento del campionato CSI al quale partecipiamo non permette, infatti, di mischiare i giocatori. Con i Bears quindi partecipiamo al campionato CSI nella sezione territoriale Nord Lombardia, con i Lions presenziamo gli eventi paralleli. Solo così tutti possono giocare. Ma negli allenamenti, al di la delle due diverse maglie, ci ritroviamo tutti insieme

E.N.S.I., passo in avanti verso la nascita di una federazione

Ma i primi anni sono stati tutt’altro che semplici. “Otto anni fa il baskin era uno sport nuovo, non era legato a nessuna attività iscritta a registro Coni. E a livello assicurativo non mancavano i problemi. Il riconoscimento della disciplina, due anni fa, da parte del CSI, ha consentito un maggior coordinamento operativo e una più efficiente gestione delle diverse problematiche. L’estate scorsa il baskin è diventato attività benemerita del Comitato Italiano Paralimpico. E ora fa parte dell’Ente Nazionale Sport Inclusivi, ente di promozione sportiva interno al Comitato Italiano Paralimpico. Un passo importante per la promozione del baskin e la nascita di una federazione. Certo c’è ancora molto da fare, ma siamo sulla buona strada

Spirito etico e vicinanza alle famiglie

Alla base del nostro impegno – aggiunge Giovanni Ronchetti – c’è un forte spirito etico. Nessun guadagno per noi, investiamo tutto nella società” Le famiglie sono l’altro punto di forza. “Il primo obiettivo che ci siamo posti – evidenzia Luca Porta- è non pesare mai sulle famiglie. Il loro appoggio è importantissimo, senza una famiglia attiva e disponibile per molti atleti non sarebbe possibile essere tra noi e svolgere l’attività. Grazie anche ai contributi dei nostri sponsor, alle famiglie rimane solo la quota, simbolica, di iscrizione. Tutte le spese relative a tesseramenti, affitto della palestra, divise da gioco, spese per le trasferte sono a carico nostro

Baskin, una carica in più

Per alcuni ragazzi il baskin è stata una carica in più. – sottolinea Luca Porta – Chi è arrivato timidissimo e con tanta paura di muoversi in campo, oggi ha un rapporto stupendo con i compagni di squadra. E in campo è sempre presente. Un percorso di crescita caratteriale, il camp previsto per settembre avrebbe dato ulteriore spinta. Una esperienza totalmente nuova per i ragazzi di ASD Sport4All. “Sarebbe stata una esperienza lontano dal loro habitat normale – aggiunge Giovanni RonchettiTre giorni nel villaggio olimpico di Bardonecchia , tra baskin e attività ludiche. Per migliorarsi e acquisire consapevolezza delle proprie capacità

Un camp a Bardonecchia, progetto in stand-by

Era previsto che illustrassimo il progetto alle famiglie – dice Luca Porta – Il loro consenso era necessario, al camp i genitori non ci sarebbero stati. Allenatori, educatori e il personale medico li avrebbero seguiti per tutta la durata del camp. Tutto era pronto a livello organizzativo, avevamo bloccato la struttura ricettiva più adatta ad ospitare così tante persone con disabilità. E avevamo già raccolto la cifra necessaria per sostenere tutte le spese. Siamo comunque contenti di aver raccontato il progetto attraverso video whatsapp e di aver raccolto la risposta positiva di tutti i genitori. Il progetto è solo in stand-by, sappiamo che appena sarà possibile ripartire potremo riorganizzarlo

Lezioni virtuali e dirette su web, l’attività promozionale continua

Purtroppo questa emergenza ci ha costretto ad interrompere l’altro progetto, quello con le scuole locali. Nelle quali erano previste lezioni di baskin. Abbiamo comunque realizzato tre lezioni virtuali con le scuole medie, per continuare la nostra attività promozionale e, perché no, scoprire qualche nuovo giocatore. Attraverso le dirette sul web con alcuni personaggi vicini al baskin siamo comunque riusciti a far parlare della nostra realtà. Ringraziamo per questo Marco Sodini e Carlo Recalcati, Salvatore Parrillo e Maurizio Tassone e la pallavolista Beatrice Negretti

Baskin, invenzione italiana

Lezioni virtuali e dirette su web sono state il nostro modus operandi – afferma Giovanni Ronchetti – Nell’impossibilità di fare dimostrazioni di baskin dal vivo. In quest’ottica era in corso un progetto con le scuole. Tra quelle contattate, una ci aveva peraltro già dato la sua disponibilità ad incontrarci. Ci avrebbe permesso di avvicinare i ragazzi delle scuole medie al baskin e alla cultura dell’inclusione. Il baskin è nato in ambito scolastico, non dimentichiamolo. Una invenzione italiana della quale dovremmo vantarci

Eventi dimostrativi e passaparola, le armi vincenti

Attraverso gli eventi promozionali puntiamo a diffondere il baskinpuntualizza Luca Porta – E con il passaparola delle persone facciamo il resto. Eventi promozionali e passaparola sono le nostre armi vincenti. Per questo utilizziamo il sito e i canali social per organizzare sempre più eventi” Con una attenzione particolare al messaggio che il baskin trasmette. “Le potenzialità del baskin sono enormi, azzera tutte le differenze – rimarca con orgoglio Giovanni Ronchetti – Una persona gioca il baskin perché vale, a prescindere

ASD Sport4All, non solo baskin

Non mi nascondo – conclude Luca Porta – Puntiamo a vincere il campionato regionale per poi andare a disputare i Campionati Nazionali. Obiettivo solo rinviato, visto che quest’anno la stagione si è conclusa a metà. E poi vogliamo riprendere il progetto con le scuole e portare i ragazzi al camp. Siamo ambiziosi, senza dubbio, ma ci piace puntare in lato. E, giusto per non accontentarci, vorremmo ampliare il nostro campo di attività. Andare oltre il baskin, per aprirci a tutte le attività legate al mondo dell’inclusione. Discipline poco conosciute, come otto anni fa era poco conosciuto il baskin

News Reporter

1 thought on “ASD Sport4All, il baskin è per tutti

  1. bellssima iniziativa sarà oggetto di un mini torneo nel prossimo programma del Torneo Pavoni

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