Marco Aurelio Fontana: “Mi diverto da morire con l’e-bike”
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Marco Aurelio Fontana ha rilasciato un’intervista al azzurridigloria.com in cui ha parlato della sua nuova vita in sella all’e-bike, la bicicletta elettrica che sta prendendo sempre più piede, ma anche del periodo di stop forzato a causa del Coronavirus.

Le parole di Marco Aurelio Fontana

Ho preso bene questo periodo, soprattutto per il primo mese. Staccare, respirare, rallentare… cose mai fatte prima praticamente! Niente macchine in giro, niente smog, niente rincorsa a fare cose di qualsiasi tipo. Fantastico. Poi però ho iniziato ad essere un po’ impaziente, ma non per andare per forza in bici, non per dover uscire di casa a tutti i costi. È per il semplice e banale fatto che non è corretto rinchiuderci in casa senza darci la possibilità di andare a fare una passeggiata. Non avrei fatto del male a nessuno tendendo il distanziamento sociale, usando le precauzioni e andando in campagna dove non c’era assolutamente nessuno. E poi la soluzione è il come fare le cose non il non fare le cose. Siamo nel 2020, se c’è il virus devi dirmi come affrontarlo non come nascondermi. Mi spiego è giusto cercare ripari e ci siamo mossi anche abbastanza bene ma bisogna ripartire. Anche piano, ma l’importante è ripartire. E ve lo dice uno che lavora nel bike business, che forse andrà anche meglio del 2019 e che ha spazio in casa per giocare con famiglia e figli…”.

Ripartenza

Quello che cambierà sarà la valenza che avranno i vari eventi ovvero che dopo due mesi di allenamenti in casa e altrettanti di puro ‘riding’ si arriverà alle corse con valori in campo anomali e di conseguenza le vittorie del 2020 non avranno lo stesso peso di quelle del 2019 e di quelle del 2021. Ma tutto riprenderà regolarmente, con le dovute precauzioni, magari a settembre”.

E-bike

“Fare il content creator è bellissimo, il numero di ebike nell’ultimo anno soprattutto sul mio segmento è cresciuto sensibilmente e mi sto divertendo come un matto. Le differenze con la MTB ci sono ma sempre di più vanno assottigliandosi. Sono tutte bici, sia con la pedalata assistita che senza, sono divertentissime e se una è pura e ‘analogica’, l’altra è più ‘digitale’ e capace di fare e farvi fare cose incredibili. Le bici classiche rimarranno sempre ma le EMTB hanno una evoluzione tale che il look, la manovrabilità e le capacità sono veramente pazzesche. Per fare un paragone, è come guidare una supercar degli Anni ’90 senza controlli di trazione e una del 2020 con meno capacità di guida pura rispetto alla vecchia scuola: la prima è libidine pura, ma la seconda è ugualmente stupenda e molto più veloce”.

News Reporter

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