Federica Brignone: «Non è mica finita qui»

La prima azzurra a vincere la Coppa del Mondo rilancia. E mette all’asta 12 cimeli per una società di atletica

È come se non fosse accaduto nulla. Come se non fosse stata lei la prima italiana a conquistare la Coppa del Mondo di sci. Niente. Si riparte da zero, ma con ancora più voglia di prima, perché Federica Brignone da Milano, cresciuta professionalmente in Val d’Aosta, non si sente assolutamente arrivata. “Sono cresciuta tantissimo negli ultimi anni, quest’estate compirò 30 anni, ma la mia carriera è sempre andata in salita dal 2015, cioè in miglioramento costante, e sinceramente spero di continuare. So che sarà difficile ripetere l’ultima annata, ma di sicuro ci voglio provare».

Federica Brignone, la Coppa del Mondo come nuovo inizio

Le parole che ogni appassionato di sci volevo sentire da lei, probabilmente. E la figlia d’arte le ha ripetute ieri sera, ospite all’ormai tradizionale salotto “Puppo&Ambesi live by night”, tenuto dalle due voci di Eurosport Dario Puppo e Massimiliano Ambesi, su diverse piattaforme e canali social. Una carrellata di numeri, sorrisi, battute, aneddoti, tra esordi e futuro, presente e passato prossimo, grazie alla quale sono uscite curiosità interessanti. Federica, a un passo dal raggiungere i 16 successi in Coppa del Mondo di Deborah Compagnoni, ha iniziato ad allenarsi a tempo pieno dal punto di vista atletico e fra poco tornerà sugli sci con tutti i suoi compagni di squadra, allo Stelvio.

Federica la leggera

Si sente leggera per le tre Coppe conquistate nell’ultima annata, ma non appagata: «Adesso ho la tranquillità di chi può dire “il mio grande sogno l’ho realizzato”, ma sicuramente non prendo sottogamba nulla, credo di poter sciare ancora per qualche anno ad alto livello e migliorare in alcuni aspetti». Invidiabile la sua longevità agonistica: nel circuito maggiore a 17 anni, sul podio a 19, già presente ai Giochi di Vancouver 2010, ha attraversato diverse ere storiche, anche momenti difficili: «Il mio primo anno in squadra mi spediscono allo Stelvio. Ero giovanissima, io d’estate non avevo mai sciato. Non mi piaceva per niente. Ho chiamato mia mamma e le ho detto: “Mamma, qui non ci siamo proprio. Forse non è quello che voglio fare”. Poi ci ho pensato su e ho continuato. Ma lo racconto per dire che ho avuto i miei alti e bassi, come nel 2015 quando dopo l’infortunio non riuscivo più a tornare ai livelli di prima e pensavo di aver perso il treno giusto, e i miei genitori non mi hanno mai forzato a fare nulla. Ho sempre scelto io il mio cammino».

Il suo marchio di fabbrica

Il suo marchio di fabbrica resta quella sciata così unica, un passaggio distante dai pali rispetto ad altre colleghe affermate (Worley, per esempio), ma la capacità di fare velocità sugli spigoli come nessuna: «Scio così da quando sono bambina. Vado tanto a sensazione». Brignone tra l’altro oggi scenderà in campo per dare il suo contributo allo sport e in particolare a quello dilettantistico. Ha infatti deciso di donare 12 cimeli unici tra i quali l’abbigliamento, l’attrezzatura tecnica e quanto utilizzato in quest’ultima stagione. Tra gli oggetti anche l’orologio Breitling e gli sci Rossignol da gigante, con i quali ha vinto la coppa di specialità oltre alla Generale. All’asta si partecipa attraverso il sito https://www.ebay. it/e/_beneficenza/aste-federica-brignone.

Articolo a firma Gianmario Bonzi pubblicato su Il Giorno di oggi
News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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