Powervolley Milano, Fusaro in lutto per la morte di Rapetti

Il presidente della Powervolley Milano Lucio Fusaro è in lutto per la morte del professor Walter Rapetti.

Chi era Walter Rapetti

Giocatore di Serie A dal 1968 al 1976, allenatore di Serie A dal 1975 al 1990, è stato anche membro della commissione nazionale allenatori dal 1982 al 1984. Grande protagonista sulla panchina del Gonzaga Milano, squadra che portò nel 1976 in Serie A e che nel roster contava proprio un giovanissimo Lucio Fusaro, che ne prese poi il testimone diventandone prima allenatore (nel 1979 e 1980 della Polenghi Milano) e poi 2° allenatore (nel 1981 della Casio Milano).

Powervolley Milano, parla Fusaro

E’ mancato il mio grande amico e mentore Walter Rapetti. L’avevo conosciuto quattordicenne quando, come tutti i ragazzi di quell’età, cercavo di farmi largo nel mondo della pallavolo. Lui, mio primo allenatore, probabilmente aveva capito subito che non sarei mai diventato un campione ma non me lo ha mai nemmeno accennato. Ha continuato ad insegnarmi lo sport con amore e passione. Dapprima sono stato un suo allievo a scuola, poi un suo giocatore. In seguito mi chiamò a fare il suo assistente alla cattedra di pallavolo all’ISEF; nel frattempo, ma sempre per merito suo, eravamo diventati colleghi all’istituto Gonzaga che in quell’epoca era uno dei pochi istituti scolastici che aveva capito l’importanza di coniugare scuola e sport. Ed infatti, il 6 aprile 1976, in una mitica partita al Palalido il Gonzaga Milano arrivò in serie A”.

Dal campo alla panchina

“Nei campionati successivi smisi di giocare in prima squadra e gli feci da secondo allenatore inculcandomi passione e professionalità. Ancora adesso nel sito di Legavolley sotto la voce allenatori mi si trova come allenatore di Serie A nei campionati 1980 e 1981. Vivevo più da lui che a casa mia: dopo giornate passate in palestra, dopo l’ultimo allenamento serale e le mitiche cene al ristorante Berto andavamo a casa sua dove passavamo le notti a scrivere (a mano!) un libro sulla preparazione fisica dei giocatori da 11 a 18 anni che a quel tempo era molto trascurata se non inesistente. Con la prefazione del professor Anderlini e l’importantissima parte medica curata dal prof. Bombardieri, all’epoca uno dei più forti centrali italiani poi luminare della medicina, Sperling & Kupfner fece 8 o 9 ristampe. Nel 1977, in un golpe estivo, mi fece eleggere Fiduciario Allenatori di Milano. Poi io cambiai lavoro. Entrai in una multinazionale cosmetica prima di “mettermi in proprio” nel 1986 e trasferirmi all’estero”.

Tempi moderni

“Dopo il mio rientro in Italia, ritornammo in contatto, dopo anni di lontananza: mi aveva inserito nella “Old Star Milano” la squadra degli antichi giocatori del capoluogo lombardo che frequento in palestra una volta ogni 2/3 anni ma che vedo con affetto ad ogni partita di superlega all’Allianz Cloud. Questa tristissima notizia mi ha lasciato, come tutti, esterrefatto: ci eravamo visti in occasione di un mio intervento alle società milanesi al centro Pavesi e, pubblicamente, l’avevo citato come mio maestro: con il suo consueto sorriso mi ha ringraziato e si preparava all’ennesimo campionato. Ora, tutta la pallavolo piangerà “Walterone”. Ma a noi, suoi discepoli e amici, la sua scomparsa lascerà un vuoto umano incolmabile”.

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