Maxime Mbandà nominato Cavaliere al merito della Repubblica
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E’ arrivato il riconoscimento più bello e importante per Maxime Mbandà. Il flanker delle Zebre e della Nazionale di rugby è diventato infatti Cavaliere al merito della Repubblica. Il presidente Sergio Mattarella lo ha premiato per la sua esperienza di volontariato durante l’emergenza Coronavirus.

Chi è Maxime Mbandà

Nato a Roma, Maxime Mbandà è però cresciuto a Milano, anche a livello rugbistico. Ha infatti svolto tutta la trafila nelle giovanili della Amatori Milano (2002-2011), per poi passare al Grande Milano (2011-2012) prima del salto nell’Accademia FIR, nel Calvisano e infine nelle Zebre.

Le parole su Instagram

“Sono stati i 70 giorni più impegnativi della mia vita. Ho trasportato piu di 100 pazienti, fatto turni massacranti dove pranzavo alla sera, perché non potevo togliermi quella tuta per non rischiare di contagiarmi finchè non venivo sanificato. Durante il periodo più intenso ho pianto la sera, sfogandomi per quello che vedevo durante il giorno ed a cui non ero abituato, non riuscivo a prendere sonno la notte nonostante fossi distrutto e mi sono ritrovato anche a svegliarmi alle 3 del mattino tutto bagnato per poi scoprire che mi ero fatto la pipì addosso. Rifarei tutto dall’inizio. Anzi, ho ammesso più volte in questo periodo di essermi pentito di non aver iniziato prima e consiglierò d’ora in poi a chiunque di provare a svolgere dei servizi di volontariato e di cercare di percepire le emozioni che lascia, che sono imparagonabili con qualsiasi altra esperienza”.

Volontario contro il Coronavirus

In una recente intervista a Il Giorno aveva raccontato come tutto era cominciato. “Ero a Roma, stavamo preparando la partita contro l’Inghilterra quando, a causa dell’emergenza, ci hanno rimandati a casa. Mi sono chiesto: “Come posso aiutare la comunità pur senza avere competenze sanitarie? Facendo ricerche ho trovato l’annuncio della Croce Gialla a Parma. Dovevo occuparmi di portare medicine e cibo agli anziani. Dopo il primo giorno mi hanno chiesto se volessi trasferire pazienti positivi al Coronavirus da un ospedale all’altro per facilitare il lavoro di medici e accompagnarli a casa, una volta guariti”.

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