Maxime Mbandà: “Io Cavaliere, onorato ma non degno”
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Maxime Mbandà, flanker delle Zebre e della Nazionale di rugby, è finito su tutte le prime pagine da quando è stato nominato dal presidente Mattarella Cavaliere al merito della Repubblica. Il riconoscimento è arrivato per la sua esperienza di volontariato durante l’emergenza Coronavirus. Su Instagram ha svelato le sue emozioni.

Dichiarazioni

“Questi ultimi giorni sono stati veramente surreali. La notizia che ho ricevuto mercoledì mattina mentre mi allenavo mi ha realmente spiazzato e lasciato senza parole. Sono stato subito invaso da emozioni contrastanti. Da una parte sono assolutamente onorato e felice per i miei genitori perché se sono la persona che sono è soprattutto grazie a loro, dall’altra non mi sento degno di questo riconoscimento perché come ho sempre ammesso, io sono appena entrato a far parte di questo Mondo di volontari e nella mia stessa associazione @seirs.crocegialla.parma ci sono persone che svolgono un “lavoro sporco incredibile” tipico dei più duri punti d’incontro (come si dice nel nostro gergo sportivo) da 20/30 anni senza aver mai avuto alcun riconoscimento, quindi le vere lodi dovrebbero andare a tutte quelle persone che, anche in silenzio, ogni giorno cercano di dare il loro apporto con gesti che partono dal cuore”.

Coronavirus

“Il mio obiettivo da quando ho iniziato questo percorso, oltre a quello di dare il mio contributo, è stato solo quello di cercare di sensibilizzare soprattutto giovani come me ad attivarsi ed aiutare la propria comunità, mi sono pentito di non aver iniziato prima perchè mi sta lasciando emozioni indescrivibili. Non sono un santo. Sono un essere umano che ha sbagliato in passato e probabilmente sbaglierà in futuro. L’unica cosa che posso fare è cercare giorno per giorno di fare del bene per migliorare la mia vita e quella di altri esseri umani ed animali. Peace and love”.

Chi è Maxime Mbandà

Nato a Roma, Maxime Mbandà è però cresciuto a Milano, anche a livello rugbistico. Ha infatti svolto tutta la trafila nelle giovanili della Amatori Milano (2002-2011), per poi passare al Grande Milano (2011-2012) prima del salto nell’Accademia FIR, nel Calvisano e infine nelle Zebre.

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