Milan: Bonaventura, vincere per poi andarsene
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Ricominciare da chi ha vinto, proprio contro la Juventus, l’ultimo trofeo del Milan nel 2016. Anche se per Bonaventura la sfida contro i bianconeri potrebbe essere una delle ultime con la maglia rossonera, visto un contratto in scadenza al 30 di giugno e una volontà, mai nascosta e anzi spesso dichiarata, da parte della società di puntare su giovani dal basso costo e dall’alto rendimento.

Milan e Bonaventura, sei anni di amore e sfortuna

Eppure lui è sempre stato lì, a disposizione, risultando spesso uno dei migliori in campo. Come nella già citata finale di Doha, quando prima pareggiò il gol di Chiellini e poi trasformò uno dei rigori che sancirono il successo del Diavolo. Giacomo Bonaventura e il Milan, una storia d’amore nata nell’estate del 2014 che ha sempre viaggiato ad alti giri: venne acquistato nelle ultime ore di mercato da Adriano Galliani per sette milioni di euro, andò in gol con i rossoneri già al debutto, segnando nella vittoria esterna contro il Parma (4-5). La prima doppietta all’ultima giornata di campionato, nel 3-1 contro il suo passato, l’Atalanta.

Il fisico che fa crack e un addio ormai prossimo

Sei stagioni con la maglia del Diavolo, tanti gol e tanta sfortuna: in totale, fino ad oggi, 171 presenze e 34 marcature. E poi gli infortuni, quelli pesanti. Il primo ad inizio 2017: rottura della fibra muscolare negli adduttori, 115 giorni di stop e 16 gare perse. Il secondo, ancora più grave, in apertura della stagione 2018/2019, quella con Gattuso in panchina che si era aperta (ancora una volta) con un suo gol nella sfortunata trasferta di Napoli (2-4): operazione al ginocchio, 224 giorni lontano dai campi per un totale di 32 gare perse.

Torino, Roma o Atalanta nel futuro di Bonaventura

Ma oggi scalpita per una maglia da titolare, Jack. Perché sa che a 30 anni la carriera di un calciatore non è per nulla finita, in barba alle scelte (legittime, s’intende) della società rossonera. Vuole dimostrare di poter fare ancora la differenza anche perché Torino, Roma e Atalanta sono pronte ad investire forte su di lui per il futuro. Il presente, però, si chiama ancora Milan. C’è una finale di Coppa Italia da conquistare, la strada è in salita dopo l’1-1 dell’andata. Salita ancora più impervia perché, come noto, mancheranno gli infortunati Duarte e Ibrahimovic (lo svedese era comunque squalificato) e gli appiedati dal giudice sportivo Castillejo e Theo Hernandez, vale a dire due esterni di spinta e due delle note liete di questo ennesimo campionato anonimo del Diavolo. Per Pioli, insomma, i dubbi sono tanti e verranno sciolti solo a ridosso del match.

Paquetà, una certezza in più?

Dubbi, ma anche certezze. Il test in famiglia a Milanello tra “titolari” e “riserve” di qualche giorno fa, terminato 3-1 per i titolari, ha visto Paquetà (doppietta) e Bonaventura a segno ed in gran spolvero, con Stefano Pioli che ha virato dal 4-2-3-1 al 4-3-2-1; i due moduli che, in vista della sfida di Coppa Italia, saranno presumibilmente utilizzati. Ma se in difesa sembrano non esserci troppi dubbi, con Conti, Kjaer, Romagnoli e Calabria (spostato a sinistra) a formare la linea difensiva di fronte a Donnarumma, i veri problemi sono in mediana. Perché Kessié e Bennacer, a conti fatti, sono sicuri del posto in quanto senza alternative valide: il centrocampista ivoriano non ha nessuno in rosa con la sua fisicità, mentre l’algerino è troppo prezioso in fase di costruzione. I due rossoneri, dunque, sono attesi da un vero e proprio tour de force in questa strana estate calcistica. L’ultimo posto se lo giocano proprio Paquetà e Bonaventura con quest’ultimo in vantaggio. Sarà Calhanoglu ad agire dietro le due punte Leao e Rebic. Ma, in caso di utilizzo del 4-3-2-1, il giovane portoghese si siederà in panchina per lasciare spazio proprio a Paquetà.

L’ingresso verso l’Europa

Il rebus non è ancora sciolto ma è chiaro che la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus è, per il Milan, la gara più importante della stagione. Perché vincere il trofeo permetterebbe di entrare in Europa dalla porta principale. Senza dover pensare ai turni preliminari di Europa League, per i quali ad oggi non si sa nemmeno quando verrano giocati.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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