Giorgio Galimberti e la Coppa Davis: “Quanti azzurri, difficile scegliere”

Giorgio Galimberti, 44enne lissonese ex numero 115 del mondo e fondatore della Galimberti Tennis Academy che fra pochi mesi trasferirà la sede da San Marino a Cattolica, commentatore televisivo, è fra i papabili per diventare l’erede di Corrado Barazzutti alla guida del team di Coppa Davis.

Giorgio Galimberti, quante possibilità ci sono di subentrare a Barazzutti?

«Collaboro da molti anni con la Federazione italiana e sono assistente di Corrado, un vero maestro dal quale ho imparato tantissime cose dentro e fuori dal campo. Quando lui deciderà di concludere la sua esperienza, sarei onorato di prendere il suo posto, ma non dimentichiamo che non sono l’unico candidato, perchè anche Filippo Volandri (attualmente direttore del Centro tecnico federale di Tirrenia, ndr) sta facendo un lavoro davvero ottimo con i giovani. Per il momento continuo a operare nel mio centro che sta crescendo anno dopo anno. Fra poco avremo a disposizione ben nove campi e una struttura che non ha nulla da invidiare a nessuno».

Allora proviamo a leggere il futuro: essere il capitano di Coppa Davis in un periodo così florido per il tennis italiano sarebbe più un piacere oppure sarebbe più una responsabilità?

«Diciamo che in questo periodo c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Con Berrettini numero 8 del mondo, Fognini appena fuori dalla top 10, Sinner che sta esplodendo e otto giocatori nella top 100. C’è un ottimo punto di partenza. Devo però aggiungere che lavorare al fianco di Barazzutti mi ha fatto capire che le scelte non sono poi così scontate. Occorre tenere conto di tante valutazioni, dalle motivazioni del momento allo stato di forma che stanno attraversando i giocatori. La cosa bella è che si può scegliere fra tanti tennisti importanti».

Lei commentò nello scorso novembre per Supertennis Tv il trionfo di Sinner nelle Next Gen Finals che si svolsero a Milano. Cosa ne pensa?

«Credo abbia tutte le qualità per esplodere, un’attitudine mentale incredibile, la freddezza tipica degli altoatesini, penso possa strabiliare perchè sa dove vuole arrivare. Però non bisogna mettergli fretta, bisogna dargli il tempo di maturare e di fare le giuste esperienze. Tutto il movimento maschile vive un periodo di grande crescita, perchè c’è la giusta sinergia fra team privati e federazione. Nel tennis femminile invece dobbiamo avere maggiore pazienza, il capitano Tatiana Garbin sta lavorando per il futuro a testa bassa».

Articolo a firma Silvio De Sanctis uscito oggi su Il Giorno
News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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