Calciomercato Milan: Ibrahimovic, futuro anarchico

Ibrahimovic c’è e vuole giocarsi il suo futuro, per portare il Milan in Europa e aggiungere un altro, piccolo, traguardo alla sua lunga carriera. Lo svedese, reduce da un infortunio al polpaccio, sta accelerando i tempi di recupero e il suo obiettivo è chiaro: tornare i primi di luglio, magari per la sfida contro la Lazio del 4. La riabilitazione procede bene, complicanze non ce ne sono e, da un calciatore con un fisico così, ci si potrebbe aspettare di tutto. Ma bisogna agire con cautela, le ricadute dopo lo stop di tre mesi causa coronavirus sono possibili.

Ibrahimovic vuole tornare, Pioli ha bisogno di lui 

Zlatan vuole tornare e Pioli ha bisogno di lui. Dopo l’infortunio dello scorso 25 maggio, prima il ritorno in Svezia per stare vicino alla famiglia e poi il tampone (negativo) come da protocollo federale, gli allenamenti in solitaria a Milanello e, in ultimo, il ritorno in gruppo, seppure con programmi differenziati per il recupero fisico. Ma Zlatan non lo lasci da solo nell’angolino, questo è chiaro. Lo svedese, classe 1981, ha come sempre le idee chiare. Non ha nessuna intenzione di svolgere un ruolo da comprimario o da alternativa, anzi. Tutti sanno che, se ha fatto ritorno al Milan dopo il biennio 2010-2012, è per avere ancora una volta un ruolo centrale, anche a 39 anni suonati.

Il ritiro non è nel futuro di Ibrahimovic 

E d’altronde, per quanto concerne il suo futuro professionale, Ibrahimovic sa quello che vuole. Non si ritirerà alla fine del contratto con i rossoneri, vuole continuare a giocare e ad essere protagonista in campo nonostante la carta d’identità. Ma non vuole essere un peso. Pertanto, se non potrà continuare a giocare nel Milan, che resta la sua priorità, ed al quale è legato da un forte amore, cercherà di farlo altrove. E Ralf Rangnick, che sarà con molta probabilità il nuovo tecnico del Milan, non considera la sua permanenza nella rosa del Diavolo una componente prioritaria. Ivan Gazidis, amministratore delegato rossonero, ci si confronterà, presumibilmente, entro la fine del mese. Ibrahimovic, dunque, aspetta una chiamata dalla società. 

Un contratto in scadenza al 30 giugno

Il contratto scade il 30 giugno 2020, con ogni probabilità verrà prolungato fino allo scadere della stagione, ossia il 31 agosto. Dopo farà le valigie. Non è certo, ma è molto probabile che questo accada. Tutto fa pensare ad un addio. Ibra ha voglia di tornare in patria, in Svezia lo aspettano tutti a braccia aperte all’Hammarby, club del quale è coproprietario. Finire nel suo paese natale è un desiderio che ha sempre avuto, anche e l’amico Mihajlovic lo vorrebbe al Bologna. A meno che Gazidis e il fondo Elliott non si ravvedano sulla loro politica d’investimenti; l’attuale stagione, d’altronde, ha dimostrato come una squadra giovane e di qualità non possa fronteggiare una stagione di Serie A senza elementi esperti in squadra. Non è un caso, infatti, che dall’arrivo di Ibrahimovic ad oggi il Milan abbia ottenuto risultati con maggiore continuità di rendimento rispetto al periodo precedente. 

Gli esempi da seguire, Theo Hernandez e Bennacer

Ma chi comanda e mette i soldi ha una sua visione: giocatori giovani, con stipendi calmierati, prospetti futuri che possano far crescere la società e, magari, essere rivenduti a prezzi maggiorati per fare fronte anche alle necessità di bilancio. Gli esempi da seguire sono Theo Hernandez e Bennacer, acquistati rispettivamente per 20 e 16 milioni di euro, che oggi ne valgono almeno 50 l’uno.

In attesa del confronto con Gazidis

Ibrahimovic, però, è lì. Che aspetta il confronto per capire quali saranno i piani societari per il futuro. Perché si sente ancora un giocatore del Milan e non è tipo da lasciare i discorsi a metà. Se capirà che ci sarà ancora posto per lui in questa squadra, proseguirà la sua seconda vita in rossonero. Di certo, però, non si sta mettendo di traverso: se volesse rompere potrebbe farlo, decidendo di non partecipare all’ultima parte della stagione (come detto, ufficialmente il suo contratto scade il 30 giugno), ma il campione svedese ha altre idee in testa (ed è un professionista impeccabile). La possibilità che il Milan possa trovare una soluzione ragionevole c’è tutta, bisogna però vedere se i pensieri di Ibra coincideranno con quelli della dirigenza rossonera.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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