Kally NC Milano, Nada Mandic saluta la Madonnina
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Col campionato di serie A1 di pallanuoto femminile definitivamente chiuso le 10 squadre al via della prossima stagione stanno pensando al mercato. I conti di quasi tutti piangono in conseguenza del Coronavirus e per questo non ci saranno grandi colpi. In uscita invece tante straniere hanno salutato l’Italia. Tra queste, secondo quanto riporta Oasport, anche la serba Nada Mandic della Kally NC Milano.

Addio Nada Mandic

Nada Mandic era arrivata lo scorso anno in Kanny NC Milano come seconda atleta straniera, oltre alla confermatissima Jelena Vukovic. La classe 98, che in carriera ha giocato anche in Ungheria nello Szentes, non si è vista rinnovare il contratto dal club meneghino. Coach Binchi l’aveva accolta così: “Nada è una giocatrice dotata di una straordinaria presenza fisica e grandi doti atletiche. Siamo contenti di averla per la prossima stagione, e siamo convinti di poter lavorare tanto con lei per trasformarla in una giocatrice che per le doti che ha siamo convinti possa ricoprire più ruoli, sia in attacco che in difesa”.

Kally NC Milano, il presidente

Già a fine marzo il Presidente della Kally NC Milano Walter Vucenovich sul sito ufficiale del club aveva lanciato un grido d’allarme. “Tutto è seriamente a rischio, vanificando gli sforzi di tecnici, atleti e dirigenti delle varie società. Già lo slittamento delle Olimpiadi all’estate del 2021 deciso dal CIO, come è logico, influenzerà la programmazione tecnica di tutte le attività federali. Aggraverà la condizione psicofisica di molti atleti ed atlete. Le Federazioni dovranno calibrare con molta attenzione le attività federali con gli impegni agonistici degli atleti potenziali olimpici, tenendo conto anche delle attività dei club e degli sforzi economici che queste ultime sostengono. A questo punto si dovrà fare i conti con tutte le problematiche che ne derivano da questa interruzione forzata. Interruzione che ad oggi non è possibile prevedere quanto durerà. Problematiche legate alla chiusura di impianti. Per quanto riguarda le piscine, è un danno economico rilevante. Andrà a colpire la sopravvivenza di molte società sportive”.

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